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Venezia, li 26 novembre 2008

Al Presidente della Fondazione "Teatro La Fenice"
Prof. Massimo Cacciari

Al Sovrintendente della Fondazione
Dott. Giampaolo Vianello

Al Direttore Artistico
M° Fortunato Ortombina

Agli Organi di Stampa e Televisione

Oggetto: dichiarazioni M° Pizzi.

I lavoratori della Fondazione "Teatro La Fenice" di Venezia, in riferimento all'articolo apparso sulle pagine della cronaca del quotidiano "Il resto del Carlino" di Bologna il giorno 17 novembre 2008, in cui vengono riportate alcune gravi dichiarazione del M° Pizzi relative alla stato delle Fondazioni Liriche ed ai loro dipendenti, nell'esprimere il più totale dissenso verso certe esternazioni, che oltre ad essere un attacco indiscriminato verso quei lavoratori che di volta in volta collaborano con il Maestro, e senza i quali i costosi spettacoli da lui stesso creati non potrebbero aver luogo, e che altresì dimostrano ignoranza e malafede verso un settore della cultura dal quale il Maestro in questione "munge" annualmente centinaia di migliaia di euro, desiderano esprimere quanto segue:

Appare veramente incredibile come il M° Pizzi, oltretutto dichiarando dati assolutamente falsi relativamente, per esempio, alle presunte 17 mensilità che secondo lui un Professore d'Orchestra percepisce nel corso dell'anno, abbia il coraggio e la faccia tosta di fare i conti in tasca ai lavoratori ai quali viene riconosciuto uno stipendio che sicuramente non si avvicina neanche lontanamente a quello a 5 ZERI che spesso viene percepito dal Maestro Pizzi, senza poi contare le molte volte in cui lo stesso è impegnato in più Teatri contemporaneamente, con conseguente moltiplicarsi dei propri guadagni.

Ci sarebbe piaciuto recepire dalle dichiarazioni del Maestro una presa di posizione forte e critica verso tutti coloro che vogliono operare i tagli al Fus e che così facendo, oltre a mettere in pericolo il posto di lavoro di migliaia di lavoratori e ridurre ai minimi termini una produzione culturale propria del nostro Paese, evidentemente, condizionerebbero anche la possibilità da parte sua di operare all'interno dei vari Teatri. Viceversa il Grande Maestro, che evidentemente di grande ha, sicuramente la sua professionalità, ma soprattutto il conto in banca, ma non certamente statura morale, auspica il licenziamento di tutti coloro che operano all'interno delle Fondazioni, adducendo al fatto che il costo dei dipendenti è onerosissimo, penalizzando le altre voci di bilancio.

Probabilmente per altre voci di bilancio il Maestro sottintende a quanto lui potrebbe ulteriormente guadagnare per se e per tutti i suoi collaboratori di cui lui stesso si contorna, in occasione di ogni suo spettacolo, e che fanno lievitare i costi a dismisura. Pertanto, i lavoratori della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia a fronte di quanto dichiarato dal M° Pizzi, che evidenzia in modo inequivocabile la sua volontà di contribuire allo smantellamento delle Fondazioni Liriche e del suo patrimonio artistico ed umano, considerano non più possibile qualsivoglia tipo di collaborazione con il Maestro, ritenendolo OSPITE INDESIDERATO all'interno della Fondazione. Altresì chiedono alla Direzione della Fondazione, ed al suo Presidente, di sospendere qualsiasi tipo di trattativa con il Maestro che abbia come fine ultimo la prospettiva di sue future presenze all'interno del Teatro La Fenice, nella sua abituale veste professionale.

Tale richiesta al fine di evitare inutili e dannose tensioni che in momenti "bui" come questo sicuramente nuocerebbero all'immagine del nostro Teatro.

I lavoratori del Teatro La Fenice