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Sfavorita Favorita...
pochi scioperanti hanno fatto compromesso le recite,
e l'opera è andata sì, ma senza coro e senza scene

LA FAVORITE, Grand opéra in quattro atti di Gaetano Donizetti , libretto di Alphonse Royer e Gustave Vaëz (Prima: Parigi, Opéra, 2 dicembre 1840)

Personaggi ed interpreti:
Léonor de Guzman / Daniela Barcellona
Inez, confidente di Léonor / Eleonora Contucci
Fernand / Giuseppe Filianoti
Alphonse XI, re di Castiglia / Roberto Servile
Balthazar, superiore del convento di San Giacomo di Compostela / Giovanni Battista Parodi
Don Gaspar, ufficiale del re / Aldo Bottion
un signore / Paolo Cauteruccio
Orchestra del Teatro Carlo Felice, diretta da Riccardo Frizza

Genova, Teatro Carlo Felice, domenica 22 gennaio 2006

Infelice Favorita! Tutte le recite dello spettacolo sono state proposte in forma di concerto per un continuato sciopero di una parte di dipendenti del Teatro. Saltato quindi l'allestimento, ma anche il coro, per cui, con grande disappunto del pubblico (che ha anche manifestato rumorosamente), diversi momenti anche solistici sono stati amputati. Un peccato, perchè dopo trent'anni di assenza da Genova ritornava La Favorite, finalmente nella sua autentica versione francese. E' stato in ogni caso, un successo, grazie alla straordinaria prestazione di Daniela Barcellona, che in un ruolo Falcon (e qualche difficoltà negli acuti si avvertiva) ha tuttavia offerto il suo canto generoso e intenso, facendo esplodere il pubblico in una interminabile ovazione e nel bis della cabaletta Lui m'épouser! Ma anche Giuseppe Filianoti ha riscosso un enorme successo; il suo Fernand era ricchissimo di sfumature dinamiche ed espressive, gli acuti (bellissimo il Do nell'aria Ange si pur) solari e svettanti, ed anche scenicamente la sua figura minuta restituiva un personaggio fragile e travolto dagli eventi. Roberto Servile quale Alphonse XI, piuttosto che Grand Seigneur impostava il suo canto in una versione vilain, togliendo autorevolezza al personaggio e offrendo un canto spesso fibroso e poco omogeneo. Per Balthazar occorre un registro grave più maturo che non quello, elegante ma privo di peso, del giovane Giovanni Battista Parodi. Sul podio, Frizza ha scelto spesso tempi frementi, nervosi, ma poco efficaci nella resa drammaturgico-musicale.

Sergio Albertini