I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra cookie policy.

Marcelo Alvarez, Fiorenza Cedolins, Desirée Rancatore, Elisabete Matos, Marco Berti, Alfonso Antoniozzi, Luca Canonici, George Mosley, Manfred Hemm. Sono solo alcuni dei grandi protagonisti della Stagione 2005/2006 organizzata dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari al Teatro Piccinni che si caratterizza, inoltre, per la presenza di celebri e stimati direttori d'orchestra e registi: da Daniel Oren a Zoltan Pesko, Ottavio Dantone, Steven Mercurio, Andrea Licata, Keri-Lynn Wilson, Rino Marrone da Moni Ovadia a Giancarlo Cobelli, Cesare Lievi, Federico Tiezzi, Daniele Abbado, Serena Sinigaglia, Davide Livermore, Arturo Cirillo, Teresa Ludovico; di musicisti e compositori contemporanei come Giovanni Tamborrino e di coreografi quali Antonio Gades. Accanto a loro, altri interpreti di assoluto valore e giovani talenti pugliesi completano i cast, nei quali è possibile rilevare la ricerca di un livello qualitativo equilibrato e omogeneo. Oltre alla programmazione in abbonamento, il cartellone prevede altre iniziative produttive collaterali che coinvolgono in modo particolare le Istituzioni culturali e le realtà teatrali e musicali del territorio.

Come già annunciato sarà The beggar's opera, la commedia settecentesca del poeta londinese John Gay riadattata da Benjamin Britten nel 1948 (e fonte di ispirazione dell'Opera da tre soldi di Brecht e Weill), a inaugurare il 7 ottobre (repliche il 9 e l'11) la stagione. Nell'opera saranno impegnati Moni Ovadia (Beggar), Gabriella Sborgi (Mrs. Peachum), Ilia Popov (Mr. Peachum), Annely Peebo (Polly Peachum), Simon Edwards (Captain Macheat), David Gagnon (Filch), Mark Holland (Lockit), Terese Cullen (Lucy Lockit), Lucia Mastromarino (Mrs. Trapes). Dirigerà Rino Marrone; regia di Moni Ovadia; scene di Giovanni Carluccio; costumi di Elisabetta Savi; movimenti coreografici di Elisabeth Boeke. Nuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari.

Seguirà Un ballo in maschera (9, 11 e 13 novembre), tra i simboli della modernità drammaturgica verdiana. Interpreti: Marco Berti (Riccardo), Nicola Alaimo (Renato), Elisabete Matos (Amelia), Emilia Boteva (Ulrica), Paola Cigna (Oscar), Alessandro Battiato (Silvano), Reda el Wakil (Samuel), Pietro Naviglio (Tom), Gianluca Moschetti (Un giudice, Un servo d'Amelia). Sul podio, Andrea Licata, regia di Giancarlo Cobelli, scene di Antonio Fiorentino, costumi di Alessandro Ciammarughi, movimenti mimici Pierluigi Pagano.

Il 9, 11 e 13 dicembre andrà in scena una delle opere più amate del primo Ottocento: Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini con Juan José Lopera (Conte di Almaviva), Domenico Colaianni (Bartolo), Manuela Custer (Rosina), Christian Senn (Figaro); Rafal Siwek (Don Basilio),Valeria Lombardi (Berta), Antonio Muserra (Il sergente). Direzione di Steven Mercurio; regia di Davide Livermore; scene di Santi Centineo; costumi di Giusi Giustino. Nuovo allestimento della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Sarà poi la volta del dittico firmato da Daniele Abbado: The flood di Igor Stravinskij e L'Enfant et les sortilèges di Ravel (24 e 26 gennaio), due tra le creazioni più raffinate della letteratura musicale del Novecento. Tra gli interpreti: Laura Polverelli, Luca Canonici, Gabriella Sborgi, George Mosley, Ruth Rosique, Lorna Windsor. Dirigerà Zoltan Pesko, scene di Graziano Gregori, costumi di Carla Teti, coreografie di Eugenia Morosanu.

A febbraio (22, 24 e 26), il Werther di Jules Massenet, ispirato al noto romanzo di Goethe, vedrà in scena Marcelo Alvarez (22 e 26) e Stefano Secco (24) nel ruolo del protagonista, Sonia Zaramella sarà Charlotte, Giuseppe Altomare Albert, Anna Skibinski Sophie, Giovanni Guarino Le bailli, Nicola Sette Schmidt, Gianfranco Cappelluti Johann. Dirigerà Keri Lynn Wilson, regia di Serena Sinigaglia, scene di Maria Spazzi, costumi di Federica Ponissi. Per celebrare il 250esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, a marzo (17, 19 e 21) verrà proposto, in prima esecuzione a Bari, Il ratto dal serraglio. Interpreti: Desirée Rancatore (Konstanze), Mark Milhofer (Belmonte), Silvia Colombini (Blonde), Manfred Hemm (Osmin), Paolo Fanale (Pedrillo). Sul podio Ottavio Dantone, regia di Cesare Lievi, scene di Joseph Frommwjeser, costumi di Marina Luxardo. Nuovo allestimento della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.

Ad aprile, l'atteso ritorno nel capoluogo pugliese di Daniel Oren: il celebre direttore d'orchestra dirigerà Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Interpreti: Fiorenza Cedolins (Cio-Cio-San), Nicoletta Curiel (Suzuki), Franceso Hong (Pinkerton), Gabriele Viviani (Sharpless), Annalisa Carbonara (Kate Pinkerton), Angelo Casertano (Goro), Nicola Sette (Yamadori), Carlo Striuli (Lo zio bonzo), Antonio Muserra (Il Commissario imperiale). Regia di Federico Tiezzi, scene di Pier Paolo Bisleri, costumi di Giovanna Buzzi.

Infine, il 3 e 4 maggio la ripresa dello storico balletto Carmen di Antonio Gades e Carlos Saura chiuderà il cartellone d'opera. Di scena, la Compagnia di Flamenco "Antonio Gades"con Adriàn Galia, Stella Arauzo, Primitivo Daza e Joaquin Mulero tra i principali interpreti. Un omaggio alla grande arte del coreografo spagnolo scomparso a luglio dello scorso anno. Per tutte le opere, le produzioni musicali saranno curate dalla Fondazione Petruzzelli e vedranno la partecipazione dell'Orchestra della Provincia di Bari e del Coro Associazione l'Opera diretto da Elio Orciuolo. Come accennato, l'attività produttiva non si limiterà unicamente a utilizzare lo spazio scenico del Piccinni, ma, d'intesa con il Comune di Bari, abbraccerà altri luoghi della città, avvalendosi della collaborazione di alcuni tra i più significativi enti culturali pugliesi.

Musica in periferia è il titolo di un ciclo di concerti in decentramento organizzati con il Conservatorio N. Piccinni che saranno proposti nei quartieri del capoluogo. L'idea è quella di coniugare una duplice esigenza. Per un verso, portare la musica nei quartieri afflitti da problemi di disagio sociale e nelle aree periferiche spesso escluse dagli eventi artistici, nella convinzione che la cultura possa in qualche modo contribuire a sensibilizzare le coscienze e a costruire un argine, sia pur esile, contro ogni forma di emarginazione. Per l'altro verso, il progetto punta a valorizzare professionalmente solisti e gruppi strumentali formatisi nell'Istituto musicale barese, ai quali raramente vengono offerte occasioni per esprimersi artisticamente. Musica in periferia si articolerà lungo un itinerario composto da sei tappe differenti, scelte secondo una traiettoria storico-musicologica che dal barocco arriva ai nostri giorni, prevedendo per ogni appuntamento conferenze e guide all'ascolto condotte da critici ed esperti. La rassegna, che si svilupperà nell'arco dell'intera stagione, interessando tutte le sedi circoscrizionali per un totale di 54 concerti, sarà illustrata successivamente nel corso di un apposito incontro promosso dall'Amministrazione comunale.

Al recupero del patrimonio musicale pugliese verrà dedicata ampia attenzione, avviando, con il supporto scientifico dell'Università degli Studi di Bari, un progetto produttivo pluriennale che preveda ogni anno la riscoperta di una pagina dimenticata della nostra letteratura operistica. Nella stagione 2005/2006 verrà prodotta l'opera buffa Don Checco di Nicola De Giosa, il più importante compositore barese dell'Ottocento. Mai ripreso in epoca moderna, il lavoro rispetta il cliché della farsa napoletana, esaltando l'essenza del teatro partenopeo che, in quegli stessi anni, trovava in personaggi come Scarpetta e Di Giacomo i suoi rappresentanti più autorevoli. Lo spettacolo debutterà il 29 giugno 2006 (con replica il 2 luglio) con l'interpretazione di Alfonso Antoniozzi, Domenico Colaianni e Teresa Di Bari. Dirigerà Lorenzo Fico (autore della trascrizione musicale), mentre la regia sarà firmata da Arturo Cirillo, tra gli autentici talenti della nuova generazione teatrale, cui, fra l'altro, spetterà il compito di inaugurare la prossima stagione di prosa del Piccinni. Scene di Massimo Bellando Randone, costumi di Gianluca Faleschi. Una continuità di intenti tra le scelte programmatiche della Fondazione Lirica e quelle dell'Assessorato alla Cultura del Comune e del Teatro Pubblico Pugliese che segna una interessante coerenza nella pianificazione complessiva dell'attività musicale e teatrale della città.

Il principe porcaro di Nino Rota è, invece, il primo degli appuntamenti che la Fondazione dedicherà all'opera per ragazzi, con lo scopo di incamminare i più giovani verso la scoperta degli affascinanti meccanismi del teatro d'opera e, allo stesso tempo, di favorire la conoscenza del lavoro di autori notoriamente impegnati anche nella divulgazione didattica musicale. Scritta tra 1925 e il 1926, quando Rota aveva solo 14 anni, Il principe porcaro sarà messa in scena dalla Fondazione in coproduzione con il Conservatorio N. Piccinni e con il Teatro Kismet. Sul podio Nicola Scardicchio, regia di Teresa Ludovico, scene e costumi di Luca Ruzza, coreografie di Giorgio Rossi, interpreti, orchestra e coro del Conservatorio barese. Nel bicentenario della nascita di Hanns Christian Andersen, autore della celebre fiaba a cui si ispira l'opera, l'iniziativa rende omaggio a Rota che per trent'anni diresse il Conservatorio barese. Recite al Kismet dal 9 al 14 dicembre 2005.

Infine, una finestra aperta su orizzonti meno conosciuti della musica contemporanea, per dare voce e visibilità a forze creative che operano sul nostro territorio e che da anni sono impegnate nella sperimentazione e nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi. Nella stagione 2005/2006 la Fondazione coprodurrà L'anello d'Egnazia, la nuova opera del geniale compositore e percussionista di Laterza Giovanni Tamborrino, su testo di Enzo Quarto, con le coreografie di Elisa Barrucchieri e la partecipazione di un gruppo di musicisti e danzatori pugliesi, che verrà presentata in forma di studio il 17 e 18 novembre 2005 nel Castello Svevo di Bari. La fine cruenta e drammatica di Egnazia, quella almeno immaginata dagli archeologi, ispira la storia intorno a cui è costruito lo spettacolo. Suoni, danza, canto e recitazione per rappresentare l'universalità della vita dell'uomo, vissuta nella quotidianità, quella dei piccoli gesti, dei riti collettivi e personali, dei tormenti, dei dolori, degli amori e delle passioni.

Manuela Arciolla