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Sembrerebbe ammiccare al grande pubblico, la stagione 2005/06 del Teatri d'Opera di Montpellier (Opéra-Berlioz, Chai du Terrail, Opéra-Comedie); è così, ma non del tutto. Perché accanto ad una nuova produzione della "Carmen" (18 settembre) diretta da Layer con la regia di Jean-Paul Scarpitta (interpreti principali Maria-Ange e Zoran Todorovitch) che apre la stagione, e la "Lucia di Lammermoor" (31 maggio), che la stagione chiude (con Laura Aikin, Domenico Balzani, Enrico Iori, dirige Enrique Mazzola), di mezzo ci sono proposte di alto respiro. Il "Callirhoe" di André-Cardinal Destouches (31 gennaio), vera rarità affidata alla bacchetta specialistica di Hervé Niquet con la regia di René Koering; e ancora, il "Cyrano de Bergerac" di Franco Alfano (16 marzo), progettato nel 2003 ma che lo sciopero degli intermittents aveva fatto saltare. Ecco allora Roberto Alagna protagonista, e regista assieme al fratello Marco, diretto da Marco Guidarini. Doppio omaggio a Mozart con un "Così fan tutte" (12 febbraio) dal Dortmund Theater e "Nozze di Figaro" (16 aprile) coprodotto con San Gallo. Interessanti le due "Salome" proposte: quella di Richard Strauss, una nuova produzione (27 novembre) e quella quasi coeva di Antoine Mariotte (29 novembre), una nuova produzione anch'essa, ed un'opera che non veniva ripresa dai tempi della sua prima esecuzione (1908); le opere si avvalgono ambedue della regia di Carlos Wagner e della direzione musicale di Fridemann Layer. Christope Rousset dirige (15 novembre) il "Tamerlano" di Haendel in forma di concerto, con Bejun Mehta, Bruce Ford, Sandrine Piau; ancora, "L'Africaine" di Graciane Finzi, un'opera del 2003, coprodotta con Lille (9 marzo), "Sugar" di Jules Styne (28 dicembre), allestimento di Liegi, che è l'addattamento de "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, e "Un Messager a fait le printemps" (8 novembre), omaggio ad André Messager da parte della Péniche Opéra. La stagione comprende anche un "Requiem" verdiano (16 e 17 dicembre) diretto da Enrique Mazzola, una serata-Purcell diretta da Niquet, diversi recitals di canto di giovani solisti dell'Opera National de Montpellier.

L'Opera National du Rhin, a Strasbourg apre con un'opera contemporanea, una crezione mondiale, il "Pan" di Marc Monnet (29 settembre) all'interno del Festival delle Musiche d'Oggi, coprodotta con l'Ircam, con due cantanti e dieci attori. Sei nuove produzioni: "Eugenio Onieghin" (21 ottobre), coprodotto con il Festival di Schwetzingen, porta la regia di Marco Arturo Marelli; il "Così fan tutte" (6 dicembre) è diretto da Dietfred Bernet e curato, per la regia, da David McVicar, già autore di una bella produzione di "Don Giovanni" a La Monnaie; l'attesissimo "Benvenuto Cellini" di Berlioz (14 gennaio), affidato al giovane regista Renaud Doucet e diretto da Oleg Caetani, con protagonista Paul Charles Clarke, messosi già in evidenza quale Faust a Lille; spettacolo raffinato, diretto da Sebastien Rouland e messo in scena da Jean Liermier, quello delle tre "Cantate profane" di Bach (10 marzo), in cui si immagina una cronaca musicale la cui drammaturgia sottolinea i rapporti che Bach intrattiene con la propria arte, tra illustrazione e trasfigurazione del reale; e ancora, tra le nuove produzioni, "La Carmencita" (30 aprile), un adattamento da Bizet diretto da Neil Beardmore e con la regia di Matthew Jocelyn; il nuovo "Don Carlos" (20 maggio) è proposto nella versione di Modena (1886) in cinque atti ed in francese, diretto da Marco Guidarini e con Nataliya Kovalova, Laura Brioli, Ludovic Tezier come Posa e Nicolas Cavallier come Filippo II (unici due francofoni); il monteverdiano "Orfeo" (9 giugno), coprodotto con Lille, Caen e l'Opera du Rhin, sarà affidato alla direzione di Emmanuelle Haim, che ne ha già siglato una edizione discografica, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti; nel cast, Marina De Liso, Andrea Silvestrelli, Pascal Bertin, Kertstin Averno. La stagione prevede ancora un "Don Giovanni" coprodotto col Festival di Schwetzingen (3 marzo) diretto da Jane Glover ed una versione da concerto de "Aristeo, Bauci e Filemone" di Gluck (24 gennaio) diretto da Christophe Rousset; tra i recital in stagione, quelli di Mireille Delunsch, Deborah Polaski, Karita Mattila, Gerard Lesne.

A Reims, capitale dello Champagne, dove si trova forse la più bella Cattedrale di Francia, anche il teatro lirico alterna la ricerca alla tradizione. L'inaugurazione, ad esempio, è un desueto spettacolo di strada come "Les Girafes" di Benoit Lalouette (16 settembre), e la stagione propone "L'Europe Galante" di Andrè Campra (15 ottobre) diretto da William Christie come "Orphèe aux enfers" di Offenbach (12 novembre), una curiosa "La tragique histoire de Paillasse" da Leoncavallo (3 dicembre) al "Flauto magico" di Mozart (29 dicembre), il Rossini de "La pietra di paragone" (3 marzo) coprodotto con Besançon e Rennes e l'operetta di Oscar Straus "Les trois valses" (20 maggio) che giunge da Avignon/Wallonie, "L'elisir d'amore" (4 giugno) coprodotto con Nancy, Caen e Rennes, lo spettacolo "Mozart caro mio!" (22 marzo) e un "Carnaval baroque" animato da Vincent Dumestre, un'opera per bambini, "L'Oiseau d'or" prodotto dalla Compagnie du Tabouret, la creazione di Arnaud Petit, "Cantatrix sopranica" su testi di Georges Perec, la rara "Riders to the sea" di Vaugna Williams accoppiata ai "Songs of Travel" e due "Finte giardiniere" a confronto, due nuove produzioni, l'una di Pasquale Anfossi (diretta da Antonio Florio), l'altra di Mozart (diretta da David Stern).

Sergio Albertini