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Una stagione extra-ordinaria. La seconda, aggiungeremmo. Perché quella appena trascorsa ha ribadito la caratteristica di un teatro, il Regio di Torino e del suo direttore artistico, Marco Tutino, che stanno riuscendo a muoversi – e con ottimi risultati - in un contesto di rinnovamento delle proposte. Sono undici, i titoli della stagione 2005/2006, e sei sono i nuovi allestimenti realizzati dai laboratori di scenografia del Regio, per un totale di novanta recite; un'occasione per cercare di dare il meglio anche in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali, che si svolgeranno a Torino il prossimo 2006, e a cui il Teatro dedica quattro spettacoli.

L'inaugurazione dell'11 ottobre, realizzata anche quest'anno insieme al Gruppo Fondiaria Sai, sarà all'insegna del kolossal con "Aida", presentata in un nuovo monumentale allestimento firmato dal regista hollywoodiano William Friedkin, autore de "Il braccio violento della legge" (vincitore di cinque premi Oscar) e del cult movie "L'esorcista". Friedkin realizzerà un'Aida altamente spettacolare che farà rivivere i fasti dell'Antico Egitto. Pinchas Steinberg dirigerà l'Orchestra del Teatro Regio: nel cast, i panni della schiava etiope saranno indossati da Fiorenza Cedolins, affiancata da Marianne Cornetti, Walter Fraccaro, Alberto Gazale, Giorgio Surian. Scene e costumi di Carlo Diappi

A novembre, per l'appuntamento con la grande danza, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala porta per la prima volta a Torino "L'Histoire de Manon", balletto in tre atti creato nel 1974 dal coreografo Kenneth MacMillan (ripresa da Monica Parker) su musiche di Jules Massenet arrangiate e riorchestrate da Leighton Luca. Protagonisteidue étoiles mondiali della danza, Roberto Bolle e la bellissima Darcey Bussell, principal artist del Royal Ballet segnalata, ancora giovanissima, proprio da MacMillan. A dicembre un tuffo nel sorriso e nelle meraviglie del virtuosismo canoro con "Il turco in Italia" di Rossini nel coloratissimo allestimento firmato dal regista Antonio Calenda con scene di Nicola Rubertelli e costumi diMaurizio Millenotti ed un insieme di interpreti ideali come Eva Mei, Michele Pertusi, Alfonso Antoniozzi e Roberto de Candia; sul podio un altro "rossiniano doc", il direttore Corrado Rovaris.

Per rappresentare l'eccellenza culturale di Torino durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici si è scelto di mettere in scena "Manon Lescaut" e "La bohème", le due opere che Puccini compose per il Regio. Entrambi i titoli saranno diretti da Evelino Pidò e avranno come protagonisti due interpreti di caratura mondiale: nel ruolo di Rodolfo e Des Grieux, Roberto Alagna, che ha ormai scelto il Regio come suo teatro italiano d'elezione, e nelle vesti di Mimì e Manon, Svetla Vassileva, giovane astro che riscuote l'entusiasmo dei più blasonati teatri d'opera ricoprendo i principali ruoli della storia del melodramma.

Per il nuovo allestimento di "Manon Lescaut" un debutto d'eccezione: Jean Reno – indimenticabile protagonista di "Nikita" e "Leon" nonché del prossimo film di Benigni, "La tigre e la neve", e del "Codice Da Vinci" di Ron Howard – firmerà la sua prima regia lirica, insieme a un collaudato team di autori francesi. La nuova avventura di Jean Reno sarà inoltre ripresa dalla televisione francese per realizzare un documentario sulla nascita di una produzione d'opera. Appositamente per il pubblico olimpico, "La bohème" verrà presentata nello storico allestimento di Giuseppe Patroni Griffi che celebrò il centenario dell'opera. Sempre a febbraio per le Olimpiadi della Cultura, il Regio presenterà due prime assolute: nello chapiteau del Parco della Tesoriera "Il colore bianco", coprodotto con Torinodanza in collaborazione con il Comitato per l'Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali-Torino 2006 e, al Teatro Carignano, "La tempesta" in coproduzione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino.

"Il colore bianco", commissionato a Giorgio Barberio Corsetti, figura fondamentale del teatro di ricerca in Italia, già direttore del Biennale Teatro di Venezia, sarà una nuova, fantasmagorica epopea ispirata alle saghe mitologiche nordiche e insieme un'esplorazione poetico-acrobatica dei movimenti del corpo umano – un omaggio all'evento sportivo e allo spirito olimpico – grazie anche alle funamboliche coreografie di Fatou Traoré. In contemporanea "La tempesta", dramma giocoso e masque in parole e musica in un prologo, due atti e un entr'acte da "The Tempest" di William Shakespeare; una prima esecuzione assoluta del masque di Henry Purcell per il quale Carlo Galante ha fatto un restauro creativo e composto le musiche originali per il nuovo libretto di Luca Fontana, drammaturgo, anglista e inegua-gliabile indagatore del mondo shakespeariano, che ha riscritto il testo teatrale puntando a riconquistare lo spirito originario del capolavoro di Shakespeare. Giancarlo Cobelli firma la regia del nuovo allestimento pensato per il settecentesco Teatro Carignano. Tra gli interpreti, Laura Chierici, Gemma Bertagnolli, Claudia Nicole Bandera, Carlo Lepore, Umberto Chiummo, Roberto Abbondanza; sul podio, Ottavio Dantone.

Nel mese di marzo andrà in scena una delle opere più amate al mondo, la "Carmen" di Georges Bizet, presentata nell'allestimento firmato da uno dei maestri della regia lirica, Jean-Pierre Ponnelle (nella ripresa di Laurie Feldman), che ha impresso all'opera la sua visione ironica e impetuosa, e prodotto dall'Opera di San Francisco. Patrick Fournillier dirige un insieme di interpreti come, con Julia Gertseva, Marco Berti, Virginia Tola e Ildebrando D'Arcangelo.

Seguirà ad aprile un felice exemplum della produzione operistica del Novecento, "Il console" (The Consul) di Gian Carlo Menotti. Per la sua prima rappresentazione al Regio sarà presentato in un nuovo allestimento del regista Walter Le Moli con le scene di Tiziano Santi e i costumi di Giovanna Avanzi; Mark Stringer, esperto esegeta del compositore italo-americano, assicura una lettura musicale di eccellente qualità, cui contribuiranno le voci di Cristina Gallardo-Domas, Vladimir Stoyanov, Ursula Ferri e Annely Peebo.
A maggio si renderà omaggio al maestro di Salisburgo, nel 250° anniversario della sua nascita, con"Il ratto dal serraglio" (Die Entführung aus dem Serail), in un nuovo allestimento che porta la firma di Davide Livermore per la regia, di Giusi Giustino per i costumi e di Santi Centineo per le scene. Sul podio il giovanissimo talento della bacchetta Tomas Netopil; nel cast Victoria Loukianetz, Roberto Saccà, Elisabeth Vidal, Jörg Schneider e Manfred Hemm. La stagione si concluderà con un "Don Carlo" diretto da Semyon Bychkov, unanimemente considerato fra i migliori direttori del mondo, e con un cast composto Marcello Giordani, Violeta Urmana, Ferruccio Furlanetto, Roberto Frontali, Mariana Pentcheva ed Eric Halfvarson. L'allestimento, frutto di un'importante coproduzione europea con il Teatro Real di Madrid e il Teatro Carlo Felice di Genova, è di Hugo de Ana.

È francamente difficile trovare nel panorama lirico internazionale una Stagione con il carattere, la forza e il prestigio di questa, tanto più in un periodo segnatamente critico per le fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Il Teatro Regio può dunque considerarsi in questo momento un'isola felice grazie alla solidità economica e strutturale, frutto del contributo dei Soci della Fondazione, dagli Enti locali alle Fondazioni bancarie, dalle Aziende private ai Sostenitori che hanno deciso di dar al Teatro la loro fiducia, grazie alla consolidata partnership con la Città di Torino e soprattutto grazie all'altissima partecipazione del pubblico che ha premiato il Teatro con una lunga serie di "tutto esaurito".

Sergio Albertini