I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra cookie policy.

Se si considerasse solo regia e allestimento della recente messa in scena delle Nozze di Figaro all'Ente Luglio Musicale di Trapani, sarebbe stato meglio che Wolfgang Mozart evitasse del tutto la prima assoluta di questo capolavoro a Trapani. Nel programma di sala si precisa che è stata la prima rappresentazione assoluta di quest'opera a Trapani. Fortunatamente allestimento e regia non fanno un'opera per quanto i potenti registi di oggi vorrebbero farci credere il contrario.

L'imputato della disgrazia è Francesco Micheli, al quale sono attribuite regia e scene. Ci si meraviglia che Francesco Braschi dopo tanti anni di monopolio dell'ambiente trapanese, abbia scelto questo signore o approvato la sua proposta. L'allestimento consiste di una spece di baldacchino in ferro battuto che al suo interno è diviso in nove spazi quadrati come nel gioco del tris. Intanto il baldacchino potrebbe sembrare la struttura estiva per una pizzeria sotto le tende o il gazebo dietro una villa grande, e il baldacchino rimane per tutti quattro gli atti. I nove spazi di 2 metri circa ognuno, diventano questa o quella stanza grazie a quattro tende ciascuno che cambiano colore con le luci.

Queste tende sono fondamentali per la regia in quanto i dieci solisti passano la serata aprendo e chiudendo le tende un po' come gli infermieri di un pronto soccorso che fanno lo stesso lavoro per separare i lettini dei nuovi malati arrivati. L'arredamento dipende dalla fantasia di ogni spettatore perchè si arriva a tre sedie di plastica trasparente al massimo all'interno del palazzo. Così decaduti sono questi nobili che la povera Susanna si inginocchia a terra per appoggiarsi alla sedia di plastica per scrivere la famosa lettera dettata dalla Contessa. Attrezzeria poco o niente. Il coro dei contadini entrano con le proprie panchine o sedie e li portano via un po' come la gente che porta il proprio sdraio alla spiaggia in estate. Non c'è la Marcia, non c'è il ballo, ma uno scoordinato scambio di ventagli fra i personaggi che sembra una coreografia di fortuna o una mancata coreografia durante il matrimonio. Il giardino del quarto atto vede le tende strappate via da comparse con tre nuove tende di altro genere appese e qualche ghirlanda di fiori aggiunta sempre alle tende. Ahimè!

Fortunamente la musica regge meglio e non solo grazie al genio di Mozart, ma soprattutto alle voci con qualche eccezione. Il titolare Figaro è un eccellente Nicola Ulivieri. Spigliato in scena, musicale con un eccellente dizione ed una bella qualità di voce generosa, potrebbe solo migliorare un po' gli acuti estremi. La Susanna di Luz del Alba è poco raffinata nella recitazione, spesso sembrando la massaia dalla porta accanto con tanto di mani sui fianchi e senza spirito nel sestetto ma musicale con una voce gradevole. Il Conte di Nikola Mijailovich non incide sia vocalmente che di recitazione. Il neo della serata vocalmente è la metallica e stridula Contessa di Mariangela Spotorno che dimostra di non aver idea del canto Mozartiano e della purezza di suono, in quanto ha un vibrato molto presente come terzo incomodo. Meglio il Cherubino di Nadia Pirazzini con voce suadente e calda, dizione da migliorare. La Barbarina di Valentina Vitti è spiritosa con buona dizione e non è mai coperta dall'orchestra. Il Bartolo di Gianluca Breda è dotato di una vocalità grande ed importante mentre la Marcellina di Veronica Soldera sfoggia una voce calda di buona misura. Il Basilio/Curzio di Salvatore D'Agata senza infamia e senza lode,. L'Antonio di Erdi Andras era presente all'appello probabilmente con la voce più grande della serata.

Il Coro dell'Associazione Rossini di Lecce (e qui non si capisce perchè il coro che utilizza tanti giovani siciliani è gestito da Lecce.....forse uno scambio??? C'è un coro o orchestra siciliana che lavora a Lecce????) diretto da Gea Garatti ha un buon suono ma non sempre si trova insieme all'orchestra. L'orchestra Lirico Sinfonico del Luglio Musicale Trapanese ha suonato discretamente sotto la bacchetta di Paul Hess che comunque spesso non è riuscito a non coprire i cantanti o a tenere tutto insieme. Peccato le fuoriuscite musicali di Marcellina e Basilio nel II° Atto Finale. Sala piuttosto piena e applauso generoso. Rimane comunque la domanda perchè la gestione Braschi organizza un concorso per poi fare cantare ai giovani vincitori due recite per le scuole alle 10 di mattina in una forma dell'opera amputata o notevolmente tagliata. La logica di scelte artistiche, sempre a spese del contribuente, di chiamare le agenzie liriche per i cantanti della prima che arrivano all'ultimo momento facendo poche prove e poi relegare i giovani vincitori con 20 giorni di corsi/prove alle recite delle scuole, ci sfugge del tutto. O siete in grado di scegliere giovani e lanciarli o è meglio levare mano piuttosto di nascondersi dietro le "operazioni giovani" per avere contributi e farsi pubblicità anche quando quest'ultima sembra essere sempre più di moda in tutta Italia.