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La nuova stagione del Teatro dell'Opera di Tel Aviv si apre con due opere cinesi, portate in tournée dal National Beijing Opera Theater of China ed eseguite ovviamente in cinese. Il 10 e il 12 novembre si apre con "Much Ado in the Palace", una leggenda popolare che mescola Dragoni e Imperatori che hanno perso una gemma in riva al fiume, magiche pozioni, cani reali, numeri acrobatici, make-up trasbordanti. Seconda opera, "The Mighty Yang Women" (11 e 12), epico racconto di un gruppo di donne che si ribellano al dominio di una società maschilista, con tanto di battaglia e di viaggio di sopravvivenza per salvaguardare l'onore delle loro famiglie. Il 13 uno speciale concerto di musica classica cinese con un'orchestra composta dai membri del National Baijing Opera Theater, della Israel Symphony Orchestra ed i Philharmonia Singers diretti da Mendi Rodan. In programma, tra l'altro, il concerto per piano ed orchestra "The Yellow River", uno dei più importanti lavori del 20° secolo in Cina, con il pianista Yin Chen Zong e il direttore Naylin Yang.

Altra compagnia ospite, l'Helikon Opera di Mosca che giunge con i propri solisti, con la propria orchestra e coro per proporre "La sposa dello Zar" di Nikolaij Rimskij-Korsakov (23, 24, 25 e 26 dicembre), direttore Vladimir Ponkin, scene e costumi di Igor Nezhny & Tatiana Tulubieva, regia di Dmitry Bertman, luci di A.M. Akela, movimenti coreografici di Yuri Ustiugov. Il 29, 30 e 31 dicembre, invece, sarà la volta di "Mazeppa" di Cajkovskij, regia, scene, costumi, luci e direzione orchestrale come per "La sposa dello Zar", in una produzione che mette in scena l'impossibile amore tra la giovane Maria ed il settantenne cosacco Mazeppa.

Si canta in italiano con Ruggero Leoncavallo e i suoi "Pagliacci" in una nuova produzione in collaborazione con la Los Angeles Opera e la Washington Opera; la regia e le scene sono di Franco Zeffirelli, con l'assistenza di Marco Gandini, costumi di Raimonda Gaetani, luci di Joan Sullivan-Genthe; sul podio Daniel Oren, mentre i panni di Canio saranno vestiti alternativamente da Giuseppe Giacomini e Piero Giuliacci, accanto alla Nedda di Nuccia Focile, al Silvio di Tommi Hakala e al Beppe di Vincenzo Peroni. 12 recite, dal 18 gennaio al 1 febbraio 2005. Nuova produzione anche per il "Wozzeck" di Alban Berg per la regia di Manfred Beilharz, direttore artistico del Wiesbaden International Festival, con cui è coprodotto l'allestimento. Scene e costumi di Bernd Holzapfel, luci di Thomas Marker: sul podio Asher Fisch, sulla scena Andreas Scheibner nel ruolo del titolo, Helene Bernardy / Eilana Lappalianen (Marie), Michael Howard (il Capitano), Vladimir Braun (il Dottore), Michael Myers (il Tamburmaggiore), Jeffrey Francis (Andres), Svetlana Sandler (Margret). Nove recite, dal 16 al 26 febbraio.

Torna un allestimento di repertorio il "Rigoletto" di Verdi per la regia David Pountney, le scene di Stefanos Lazaridis, i costumi di Sue Willmington e le luci di Paul Pyant; sul podio Giselle Ben Dor / Yishai Steckler, mentre gli interpreti principali sono Seng-Hyoun Ko / Giancarlo Pasquetto (Rigoletto), Valeria Esposito / Anna Skibinsky (Gilda), Zoran Todorovich (il Duca di Mantova), Francesco Ellero D'Artegna / Ethan Hershenfeld (Sparafucile), Svetlana Sandler (Maddalena). Nove recite dal 12 al 22 marzo. Nuova produzione per il "Fidelio" di Beethoven in collaborazione con Salzburg Festival e la Tokyo National Opera; dirigono Dan Ettinger / Nir Kabaretti, scene e regia di Nikolaus Lehnhoff e Raimund Bauer, costumi di Anna Eiermann, luci di Duane Schuler, con Gabriele Maria Ronge, Wolfgang Milligram / Hendrik Vonk, Vladimir Braun, Boris Trajanov, Sharon Rostrof-Zamir / Anna Skibinsky, Georg Schneider / Felix Livshitz, Noah Briger. Dodici recite dal 9 al 24 aprile 2005.

"Viaggio alla fine del Millennio" è la prima assoluta che andrà in scena a Tel Aviv: si tratta di un'opera di Josph Bardanashvili su libretto di nuno dei massimi narratori israeliani, A.B.Yehoshua, cantata in ebraico. Si tratta di un'opera commissionata per ricordare il venetsimo anniversario della Israeli Opera, ed ambientata nell'anno 999, in cui hanno origine quelle tensioni tra Oriente ed Occidente che permangono fino ai nostri giorni. A dirige questa nuova opera, Gary Bertini; regia di Omri Nitzan, scene e costumi di Ruth Dar, luci di Avi-Yona Bueno (Bambi); gli interpreti in scena sono Gaby Sadeh, Edna Prochnik, Ira Bertman, Larissa Tetuev, David D'Or, Vladimir Braun, Yaniv D'or e Noah Briger. Cinque recite, dal 21 al 28 maggio 2005.

Tema biblico, con il "Samson et Dalila" di Charlles Camille Saint-Saëns, in una nuova produzionecon un marchio hollywoodiano. Il regista infatti è William Friedkin, noto per i suoi film come "L'esorcista" o "The french connection"; scene e costumi di Dirk Hofacker. Dirige Asher Fisch con Gaby Sadeh / Allan Glassman (Samson) e Mariana Tarasova / Hadar Halevi (Dalila); Seng-Hyoun Ko / Anooshah Golesorkhi interpreteranno il Grande Sacerdote e Vladimir Braun sarà Abimelech. Dodici recite dal 23 giugno al 9 luglio. La stagione include anche "Chicago - The Musical" di Fred Ebb e Bob Fosse, con musica di John Kander sarà diretto e coreografato da Ken Oldfield, scene di Dror Herrenson: si tratta di una nuova produzione della Israeli Opera in collaborazione col Beit Lessin Theater, e che ha come primadonna assoluta Rita. 18 recite tra il 15 novembre e il 4 dicembre.

Per la danza, dall'Ungheria la Szeged Contemporary Dance Company ne "Le sacre du printemps" di Travinskij e nella "Carmen" su musiche di Rodion Schedrin, coreografie di Uri Ivgi (29, 30 ottobre). L' Oktana Dance Theater e il National Dance Theatre of Northern Greece proporranno "Winterrise", una coreografia di Konstantinos Rigos su musiche di Dimosthenis Griva, Franz Schubert, Robbie Williams (5 e 6 novembre); il Ballet of Teatr Wielki Opera Narodowa, Polonia, propone "Il mandarino meraviglioso" di Bartok e "Returning Waves" su musiche di Mieczyslaw Karlowicz con coreografie di Emil Wesolowski (17 e 18 dicembre), mentre la Kibbutz Contemporary Dance Company da Israele presenterà una prima mondiale con le coreografie di Rami Be'er (30 aprile e 1 maggio). Ancora, dal Giappone, la compagnia Dairakudakan in "The Sea-Dappled Horse" con musiche di Gotoh Osamu e coreografie di Akaji Maro (2, 3, 4 giugno).

La stagione di Tel Aviv è completata da una interessante serie di oratori, da quello di "Natale" di Bach (20 dicembre) diretto da Peter Schreier, che si ritaglia anche il ruolo dell'Evangelista, al "Messiah" di Haendel con la partecipazione del Budapest Academy Choir (9 febbraio), dalla "Creazione" di Haydn diretta da David Stern con solisti Sharon Rostorf-Zamir, Jeffrey Francis, Sorin Coliban (12 febbraio) all'"Elijah" di Mendelssohn diretto da Asher Fisch con The Philharmonia Singers (29 maggio). Una serie di concerti dedicati a Bach, con la Israeli Camerata, Jerusalem proporrà una selezione di pagine bachiane, compreso l'integrale deille "Suites" orchestrali e dei "Brandeburghesi", mentre l'Israel Symphony Orchestra spazierà dai "Quadri di un'esposizione" di Musorgskij/Ravel alla Prima di Brahms, dal "Concerto n.5" di Beethoven ai "Vier letze lider" straussiano con Gabriele Fontana, soprano, mentre Tabea Zimmermann sarà la solista nel "Concerto per viola" di Schnittke e Misha Maisky delle "Variazioni rococo'" di Cajkovskij.

Sergio Albertini