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Dopo vari turbamenti di natura economica, sindacale e gestionale, il teatro Massimo di Palermo inaugura la sua stagione 2004/2005 sotto la bandiera del risparmio e della gestione Carriglio-Bellugi-Cuccia-Domeneghini. Si inaugura il 26 novembre con "I vespri siciliani" di Verdi con un nuovo allestimento coprodotto con il Teatro Capitole di Toulouse e l’Opera di Marsiglia. Dirige Ralf Weikert, regia di Nicolas Joël, scene di Ezio Frigerio e costumi di Franca Squarciapino. Fra gli interpreti si notano professionisti di lunga data quali Kaludi Kaludow, Doina Dimitriu, Roberto Frontali, Danilo Rigosa, Iorio Zennaro, Alessandro Svab, Luca Casalin. Repliche fino al 9 dicembre. Notiamo che sarebbe stato bello vedere un siciliano coinvolto, non c’è n’è!……..direttore Maurizio Arena, regista Roberto Andò, scene di Zito, ecc., ecc……?! E dire che questi “Vespri” erano un sogno coltivato per anni, sognando la “riapertura del Teatro... Morto Gavazzeni, troppo in là con la carriera Renata Scotto... niente di meglio, allora ? E per una volta, si sarebbe potuto ascoltare “Les Vepres siciliennes” – che tale è la vera natura dell’opera – e invece... e invece temiamo che neppure il balletto de “Le quattro stagioni” sarà presente a questa inaugurazione. Almeno, lo scarno comunicato stampa non ne fa’ cenno... Il 15 dicembre segue "L’opera da tre soldi" di Kurt Weill nella produzione del Teatro Biondo. Sul podio il direttore del Conservatorio “V. Bellini” di Palermo Carmelo Caruso, regia del Sovrintendente del Massimo e del Biondo Pietro Carriglio, scene e costumi di Bruno Caruso per un successo tutto palermitano già visto ampiamente al Teatro Biondo l’anno scorso . Nei ruoli principali Giulio Brogi, Laura Marinoni, Rosalina Neri, Massimo Venturiello, Tosca, Aldo Ralli e Anna Gualdo. "Pelléas et Mélisande" di Dèbussy debutta il 18 gennaio con il direttore palermitano Gabriele Ferro, regia, scene e costumi di Pier’Alli. Per questo allestimento del Teatro dell’Opera di Lille compongono il cast Marie Arnet, Gérard Thereul , Jean-Philippe Lafont, Alfredo Zanazzo, Anne Pareuil, Elena Poesina, Eric Martin-Bonnet. Si replica fino al 27 gennaio.

La prossima produzione merita un attenzione particolare. Il 15 febbraio debutta "La Bohème" in un allestimento con regia ancora da definire, dopo le recenti polemiche di Franco Zeffirelli attraverso gli organi di stampa. Apparentemente Zeffirelli proprietario dei diritti dell’allestimento insieme al Teatro alla Scala non ha mai dato il suo consenso per l’affitto dell’allestimento ma ha espresso dal principio alcune sue perplessità. Zeffirelli, preoccupato per il trattamento delle scene con continui montaggi e smontaggi di un allestimento che ha 41 anni, è rimasto alquanto sorpreso dall’annuncio della gestione del teatro Massimo come cosa “fatta”. La regia era stata programmata come una ripresa della regia dello stesso Zeffirelli sotto la guida di un suo assistente. Inoltre, Zeffirelli ha contestato anche la scelta di una compagnia “scriteriata”, al quale il direttore della produzione Giuseppe Cuccia, dirigente laureato in lingue e proveniente da un impresa di catering prima della sua entrata in scena anni fa al Bellini di Catania, ha risposto per la direzione ammettendo che le trattative con La Scala hanno avuto un esito negativo. (Perché risponde un coordinatore alla produzione? Dispone di particolari poteri normalmente riservati al direttore artistico? Perché pubblicare e invogliare un pubblico a comprare un prodotto non ancora in vendita? ….”Ci si riserva di effettuare cambiamenti di ogni genere e tipo….”? Le “consuetudini teatrali” permettono la frode…? Quanti abbonamenti non rinnovati perché la gente è stanca di comprare un pacchetto e ritrovarsi con tutt’altro?) Sul podio il maestro Donato Renzetti. Nei ruoli principali figurano Hasmik Papian, Walter Fraccaro, Donata Lombardi, Corrado C.Caruso, Franco De Grandis, Marzio Giossi e Giancarlo Tosi. Ma certo una ripresa dello spettacolo zeffirelliano meritava o un cast di grande voci o un coraggioso debutto di giovanissimi interpreti, venuti fuori da un qualche corso o accademia. A proposito, ma l’Accademia di Canto sbandierata come prioritaria dal precedente Sovrintendente, che fine ha fatto ? E che fine hanno fatto le voci venute fuori dal progetto miliardario che il Teatro Massimo fortissimamente volle sotto la gestione Giambrone e che partorì poi l’allestimento di un Rota minore ? Repliche di “Bohéme” fino al 27 febbraio.

Il 16 marzo segue "Andrea Chénier". Dirige l’Orchestra del Teatro Massimo il maestro palermitano Andrea Licata. Regia, scene e costumi sono di Giancarlo Del Monaco (che due anni fa parve, sotto la sponsorizzazione di AN, poter divenire il nuovo Sovrintendente che – come ben si ricorda – divenne poi Claudio Desderi). Per questo allestimento del Teatro Comunale di Bologna compongono il cast Fabio Armiliato, Daniela Dessì, Genaro Sulvaran, Monica Minarelli, Danilo Rigosa, Carlo Morini, Antonio Marani, Mario Bellanova, Federica Proietti, Angel Rodriguez, Giuseppe Caltagirone, Giovanni Bellavia. Si replica fino al 31 marzo. "Salome" di Richard Strauss apre il 16 aprile. Sul podio ancora una volta il maestro palermitano Gabriele Ferro, regia di Antonino Calenda, scene e costumi di Paolo Tommasi. Nel cast Janice Baird, Catherine Malfitano, Juha Uusitalo, Tom Randle, Alan Woodrow, Barbara Baranowska fino al 24 aprile. Alla fine di aprile, il Massimo chiude i portoni per lavori di varia natura e le maestranze si trasferiscono ai due teatri minori della città. Debutta l’1 giugno "La scala di seta" di Rossini al teatro Biondo. Ancora una volta sul podio il direttore del Conservatorio locale Carmelo Caruso, regia di Luca De Fusco, scene di Antonio Fiorentino e costumi di Giuseppe Crisolini Malatesta. Nel cast la bravissima palermitana Desirée Rancatore, Fabio Previati, Marco Vinco. L’allestimento è del Teatro La Fenice di Venezia. Lo spettacolo sarà replicato fino all’11 giugno. Al diroccato Teatro Bellini, storicamente “Teatro Carolino”, il Teatro Massimo presenta un antipasto all’inaugurazione ufficiale con "La serva padrona" di Pergolesi il 26 ottobre. Sarà indubbiamente un’esperimento da seguire con interesse sia per lo stato del palcoscenico invaso da finestre di abitazioni, (Si, è vero! ….soprattutto per chi non è di Palermo) godendo attualmente solo di un’agibilità per 100 persone o meno. Sono previste ufficialmente 12 recite con 4 compagnie in una nuova produzione ma si vocifera 20 recite….forse per il recupero delle recite di un certo “Fidelio” latitante?. A dirigere l’orchestra della Fondazione lirica palermitana il maestro Federico Amendola del Conservatorio palermitano, la regia è del palermitano Umberto Cantone proveniente dal Teatro Biondo, scene e costumi di Agostino Di Trapani. Nel cast fra altri il palermitano Simone Alaimo, con Daria Masiero, Elena Rossi, Daniela Schillaci. Si replica fino al 7 novembre.

Mentre si inaugura al Massimo con I Vespri Siciliani, si continua al teatro Bellini il 3, 4 e 5 dicembre in prima esecuzione assoluta con "Dannata epicurea" del consulente artistico della Fondazione Matteo D’Amico, testo di Sandro Cappelletto. Direttore Fabio Maestri, regia di Massimo Venturiello, scene e costumi di Alessandro Chiti. Nel cast Patrizia Zanardi, Roberto Abbondanza, Massimo Venturiello. Gruppo strumentale del Teatro Massimo. La stagione si conclude prevedendo il Teatro Bellini come sede per la produzione "Ariadne auf Naxos" di Richard Strauss che debutta il 15 giugno. (Qui ci sarà da divertirsi…il Bellini attualmente ha solo due camerini per un’opera con circa 20 personaggi. Chi sà….un shuttle da qualche parte o una tenda in piazza.) Dirige l’orchestra del Teatro Massimo il Direttore Artistico della Fondazione Teatro Massimo Piero Bellugi, regia di Maurizio Scaparro, scene di Lele Luzzati e costumi di Roberto Rebaudengo. Nei ruoli Janice Baird, Wolfgang Millgramm, Laura Claycomb, Carmen Oprisanu, Wolfgang Holzmair. Repliche fino al 25 giugno. Al TEATRO DI VERDURA si presenta "We like Mozart" in un nuovo allestimento il 7,8 e 9 giugno con il segretario artistico sul podio ovvero Pietro Mianiti, coreografia di Amedeo Amodio, scene e costumi di Luisa Spinatelli. Il 12 luglio va in scena in prima esecuzione assoluta "Il borghese gentiluomo" di Molière. Sul podio il Direttore Artistico della Fondazione Piero Bellugi, regia del Sovrintendente Pietro Carriglio, musica di Matteo D’Amico consulente artistico della Fondazione, coreografia di Amedeo Amodio. Repliche fino al 20 luglio. Ci chiediamo se l’unica soluzione per il lodevole concetto del risparmio economico è quello di fare tutto in famiglia: sovrintendente, direttore artistico, segretario artistico, consulente artistico, direttore del conservatorio, ecc.. (…e ci lamentiamo che il Berlusca ha conflitti d’interesse!e d’altro canto, la campagna di presentazione non parla infatti del “nostro teatro” ?) Non esistono altre possibilità per risanare con una gestione “in gamba”?

L’idea di sanare i conti è seria, apprezzabile e necessaria, ma come per i programmi di rilancio proposti per l’Alitalia o la Fiat, siamo sicuri che non si deve ghettizzare il prodotto e quindi non si debbano produrre spettacolini fatti in casa. Recentemente l’Università Bocconi, insieme al Teatro alla Scala ha creato un programma universitario per dirigenti culturali come esiste negli USA da anni. Speriamo bene per una generazione futura di dirigenti teatrali, preferibilmente musicisti e teatranti con talenti manageriali invece di dirigenti e sindacalisti industriali che tentano di fare entrare l’ambiente teatrale nella formula industriale o aziendale. Ancora peggiori sono i professionisti colti provenienti da altri mestieri che si dilettano nella politica e nella gestione culturale….sempre dilettanti rimangono a prescindere da quanto sono colti. Immaginate le squadre del Palermo e del Messina che devono fare gli orari d’ufficio per gli allenamenti…e guai se perdono….tutti alle 8 in campo. Immaginate un medico o avvocato come allenatore, magari un ex-sindacalista! Immaginate un tecnico del suono come direttore finanziario della ASL, un macchinista Assessore al Bilancio Regionale o una cantante lirica consulente per le risorse umane alla GESIP. Eppure la cultura e la sua gestione è soggetta ad ogni tipo di abuso e raccomandazione politica. Non c’è da chiedersi come il Teatro Massimo è arrivato ad oggi in questo stato. Quando l’ex-sindaco Leoluca Orlando dice in un articolo pubblicato nel MANIFESTO che Palermo è in serie A mentre il teatro Massimo è entrato in Serie C, ha perfettamente ragione. Comunque anche lui deve domandarsi quanto hanno inciso i debiti del suo colto cardiologo. Adesso oramai il problema è come sopravvivere “l’attuale”.