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Ha risposto con entusiasmo, il pubblico lussemburghese, alla prima stagione che ha segnato la riapertura del Grand Théâtre; nuovi orientamenti, inedite collaborazioni, domini esplorati con curiosità stanno alla base delle opportunità che offre la grande scena rinnovata e la nuova sala studio. La crescita del pubblico, non solo della capitale, ma affluito dalla Grande Région esalta la vocazione dei Théâtres de la Ville ad un inserimento non solo regionale, ma europeo. Questa riflessione si pone come base per la nuova stagione 2004-2005, dove il prestigio sposato all’audacia sigla le prime assolute che avranno luogo a Luxembourg: al Grand Théâtre, Robert Wilson, uno dei registi più apprezzati al mondo, grifferà una nuova creazione con il prestigioso Nederlands Dans Theater III; Sasha Waltz, coreografo emblematico, qui realizzerà la sua prima regia operistica, mentre il clarinettista klezmer Gioira Feidman sarà uno dei protagonisti d’una commedia musicale intitolata a suo nome, e Jorge Semprun al Théâtre des Capucins rappresenterà la sua prima creazione teatrale.

L’équilibrio tra i tre luoghi deputati allo spettacolo di Luxembourg - Grande Salle, Théâtre des Capucins, Studio – verrà nel corso della prossima stagione meglio definito : così la grande sala accoglierà prevalentemente le produzioni operistiche e di danza, mentre la prosa sarà di scena al Théâtre des Capucins mentre produzioni di differenti aree saranno ospitate alla sala Studio. La stagione operistica si inaugurerà con “Il ratto dal Serraglio” di Mozart l’11 ottobre 2004 con una produzione 2003 del Festival di Aix-en-Provence in coproduzione con Festspielhaus Baden-Baden, l’Opéra de Rouen e l’Opéra de Lausanne. L’ Orchestre de l’Opéra de Rouen sarà diretta da Oswald Sallaberger, le scene firmate dall’artista catalano Miquel Barcelò, mentre la regia dei guizzanti Jérôme Deschamps e Macha Makeïeff; sulla scena i cantanti Shahrokh Moshkim-Ghalam, Madeline Bender, Magali Léger, Matthias Klink, Loic Félix, Wojtek Smilek. Secondo appuntamento, “Weisse Rose” di Udo Zimmermann, in collaborazione tra o Théâtres e il Conservatoire de la Ville de Luxembourg; scena per due cantanti e 15 strumenti, “Weisse Rose” è divenuta dopo la prima rappresentazione nel 1986 l’opera più conosciuta del compositore svizzero Udo Zimmermann, nato nel 1943, che in questa esecuzione sarà anche sul podio alla testa dei Docenti del Conservatorio lussemburghese.

L’opera scenica evoca attraverso un “teatro interiore” i monologhi e i dialoghi di Hans e Sophie Scholl, fratello e sorella, dirigenti del gruppo di resistenza “Weisse Rose”, arrestati per avere distribuito dei testi antinazisti, e condannati a morte il 22 febbraio del 1943; il momento messo in musica da Zimmermann segue proprio l’ultima ora della loro vita. Si torna al repertorio più tradizionale con “La Boheme” di Giacomo Puccini, con l’ Orchestre Philharmonique du Luxembourg diretta da Roland Böer per la regia di Christof Loy ripresa da Soeren Schuhmacher, con Alexia Voulgaridou, Raffaella Milanesi, Serghej Homov, Boris Statsenko, Evgeniy Alexiev, Alessandro Guerzoni; per il coro si è fatto ricordo all’ Estonian Philharmonic Chamber Choir e al Latvian Radio Choir Quarto appuntamento, il barocco inglese: “Dido and Aeneas” di Henry Purcell con l’Akademie für Alte Musik Berlin, ensemble ben noto agli appassionati di prassi filologicamente documentata, che verrà diretto da Attilio Cremonesi con la regia e la coreografia di Sasha Waltz.

“Das Lied von der Erde” è l’intrigante appuntamento musicale che è prodotto dall’Opéra de Rouen, una rappresentazione “scenica” che utilizza la trascrizione di Arnold Schoenberg per piccolo ensemble; diretto da David Stern, si avvarrà della regia di Yoshi Oïda e delle voci di Ning Liang e di Michael Hayes. Un dittico tutto “telefonico”, rappresentato da “The Telephone” di Giancarlo Menotti e da “la voix humaine” di Francis Poulenc, in una produzione nata dalla collaborazione tra i Théâtres e il Conservatoire della Città di Luxembourg; i cantanti sono, per Menotti, Claudine Peters e Benoît Delvaux, mentre per Poulenc sarà unica protagonista assoluta Marie de Roy Ultimo appuntamento, “L’amore delle tre melarance” (in russo) di Sergeij Prokof’ev, in coproduzione tra il Festival di Aix-en Provence e il Taetro Real di Madrid; sul podio dell’ Orchestre Philharmonique du Luxembourg Tugan Sokhiev, regia di Philippe Calvario con scene di Jean-Marc Stehlé e costumi di Aurore Popineau. Gli interpreti, tutti sovietici, sono Aleksei Tannavitsky, Andrei Ilyushnikov, Nadezhda Serdiuk, Eduardo Tsanga, Kirill Dushechkin, Vladislas Sulimsky, Pavel Schmulevich, Ekaterina Shimanovitch, Natalia Grushko, Natasha Evstafieva, Julia Smorodina, Yuriy Vorobiev, Alexander Gerassimov, Ekaterina Tsenter, Wojciek Ziarnik.

Adrienne Kalicheau