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Dal 21 al 26 settembre ad Ancona è andata in scena la Nona Edizione di “Klezmer – Musica Festival 2004”. L’inaugurazione è avvenuta con "La convivenza possibile", un incontro con Manuela Dviri e Khaled Fouad Allam (Docente universitario - editorialista la Repubblica). Manuela Dviri, giornalista israeliana, è nata a Padova e da anni risiede in Israele. Con "Terra di latte e miele" ha vinto quest’anno il Premio internazionale Viareggio Repaci 2004 con la seguente motivazione “ha speso la sua vita per la cultura, l'intesa tra i popoli, il progresso sociale e la pace”. Manuela Dviri è nota in Italia per i suoi reportage sul Corriere della Sera e per il suo libro "La guerra negli occhi". Le sue opere e i suoi racconti del Medio Oriente sono quelli della vita quotidiana vissuta. Khaled Fouad Allam, di origine algerina, è docente di "Sociologia del Mondo musulmano" presso le università di Trieste ed Urbino, è autori di saggi e di libri tra cui ricordiamo "L'Islam Globale" e "lettera a un Kamikaze". Scrive come editorialista su Repubblica. Il Festival è proseguito con un concerto in prima nazionale assoluta di Karsten Troyke e Trio Scho (Karsten Troyke, voce, Gennadi Dessiatnik, violino e voce, Valeri Khoryshman, fisarmonica, Valeri Pisarenko, contrabbasso). Esponente di punta della musica klezmer tedesca, Karsten Troyke presenta i molteplici aspetti della scena yiddish, dalle antiche ballate popolari ai brani della tradizione del teatro e cabaret yiddish.

Karsten Troyke è molto apprezzato per la sua voce e la sua formidabile presenza scenica. Il virtuoso trio ucraino “Scho”, al fianco dell’artista berlinese dal 1994, ha accompagnato l’esibizione di Karsten Troyke nella sua prima apparizione nel nostro paese. Giovedì 23 settembre è stata la volta di Antonella Ruggiero e Amit Arieli ensemble (Antonella Ruggiero voce, Amit Arieli clarinetto, Giovanni Cifariello chitarra, Carlo Cantini violino, Roberto Colombo pianoforte) in un programma dedicato alla musica ebraica, in cuii è stato affrontato il repertorio yiddish con esecuzioni in lingua ebraica, ladina ed inglese. Sabato 25 settembre i Tumbalalajka (Livia Aisemberg voce, Norman Paolo Mozzato voce narrante, Silvia Del Nero violino, Yvonne Fisher clarinetto, Enrico Fasanelli fisarmonica, Fabrizio Montemarano contrabbasso) in un viaggio tra le canzoni e i suoni degli Ebrei dell'Europa Orientale. Il gruppo Tumbalalajka nasce nel 2003 per iniziativa del fisarmonicista Enrico Fasanelli e della cantante Livia Aisemberg. Entrambi hanno frequentato per alcuni anni il laboratorio di musica klezmer tenuto dal Maestro Gabriele Coen presso il Centro Ebraico Italiano “Pitigliani” di Roma.

Il gruppo propone un repertorio tipico della musica ebraica dell’Europa orientale, con un organico costituito dagli strumenti più caratteristici della tradizione yiddish: in questo recital la formazione si è arricchita della partecipazione dell’attore Norman Paolo Mozzato, che ha interpreta i racconti ebraici. I Tumbalalajka, insieme ai Klezroym, rappresenteranno l’Italia nel film documentario “La canzone Yiddish Soul” realizzato dal regista Turi Finocchiaro per il Ministero della cultura belga e girato in parte ad Ancona proprio in occasione del Festival. Al Teatro delle Muse Ute Lemper assieme a Vana Gierig, pianoforte, Todd Turkisher, batteria, Gregory Jones basso e Mark Lambert, chitarra, ha proposto “Voyage”, un viaggio personale tra le contaminzioni culturali e musicali del nostro tempo, soffermandosi in particolare su quella yiddish. E’ stato anche proiettato, il 22 e il 23 settembre, alla Mediateca delle Marche, il film "ROUTE 181", Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele di di Michel Khleifi e Eyal Sivan, una Una coproduzione MOMENTO! (Francia), SOURAT FILMS Michel Khleifi, palestinese, vive in Belgio e insegna cinema alla Columbia University di New York; Eyal Silvan, israeliano, risiede in Francia dal 1986. Assieme hanno realizzato un road-movie lungo il muro/confine tra Israele e la Palestina. Un territorio attraversato per cogliere con una videocamera squarci del presente e della memoria, dei luoghi e delle persone incontrate in un lungo viaggio che diventa straordinaria mappa umana e geografica. La fortissima curiosità umana che anima il progetto si traduce in immagini di grande chiarezza e forza che vanno al di là di qualunque didascalia; le facce e le parole trasmettono verità dolorose che informano con puntualità e lasciano tutto il tempo per il ragionamento. Il film è stato messo in onda da Arté e presentato al Festival Cinéma du réel presso Centre Pompidou di Parigi. Nei giorni del festival, da giovedì a domenica, è stato possibile imbattersi, lungo le strade del centro, nel duo "Skurk" , approdato ad Ancona dopo le scorribande musicali per Spagna e Portogallo. Snocciolando musica e parole per le vie della città, il duo ha regalato agli spettatori passanti brani della tradizione Klezmer e balcanica.

Il duo "Skurk" è composto da Lisei Haardt-Spaetk, tedesca di origini ebraico-polacche , cantante, violinista e fisarmonicista, e Renzo Marzocchi, ferrarese, polistrumentista. “Yiddish Soul” è un film-documentario sulla musica yiddish contemporanea, diretto e scritto da Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro e prodotto dalla società di produzione belga "Les Films de la Memoire" di Willy Perelzstejn. La pellicola, che percorre, tra tradizione e modernità, la canzone yiddish di oggi, è una coproduzione internazionale, coinvolge il canale televisivo franco-tedesco Arté. Tre gli interpreti principali: Shura Lipowsky, Karsten Troyke e Barbara Wolf. Il set non potrebbe essere più vario: la troupe infatti sta girando in Olanda, Germania, Polonia, Belgio, Francia e Italia, e a settembre è stato ad Ancona proprio per riprendere la performance di Karsten Troyke e Trio Scho, mercoledì 22, all’interno del Klezmer Musica Festival. Un omaggio alle origini di una cultura che ci accomuna e che il Klezmer Musica Festival è stato onorato di ospitare. Come ogni anno il Klezmer Musica Festival sostiene uno dei tanti progetti a favore della pace in Israele e Palestina. Dopo la presentazione dell'associazione Parents'Circle avvenuta lo scorso anno, nell’edizione 2004 il Festival per la pace tra i popoli ha ospitato Manuela Dviri, rappresentante del progetto "Saving Children". L’iniziativa, promossa dal Peres Center For Peace, ha come obiettivo fornire ai bambini palestinesi vittime di guerra, trattamento, cura e riabilitazione, e prevenire l'aumento della mortalità infantile. Per questo scopo il Centro Peres coordina e facilita gli sforzi dei pediatri palestinesi nel lavoro di identificazione, indirizzo e trasferimento dei bambini che hanno bisogno di urgenti trattamenti impossibili da ottenere nelle zone soggette all'Autorità Palestinese, trasferendoli per le cure presso i Centri Sanitari Medici e a Specialisti Pediatrici disponibili in Israele. Il progetto pilota ha avuto inizio nel novembre 2003 con la partecipazione di quattro importanti ospedali israeliani che hanno già accolto e curato 78 neonati e bambini. "Saving Children", offrendo cure mediche ai bambini palestinesi bisognosi, promuove la riconciliazione fra Israeliani e Palestinesi. I fabbisogni finanziari sono enormi per questo è importante un sostegno da parte delle Istituzioni in favore di questo progetto. Manuela Dviri e il dott. Tosti, che ha già adottato "Saving Children" per la Regione Toscana, hanno incontrato i rappresentanti della Regione Marche per presentare il progetto e richiedere un contributo alla loro attività di aiuto ai bambini palestinesi.

Aaron Levi