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In Place de la Comédie, a Lyon, il bellissimo Teatro dell’Opera Nazionale, Serge Dorny ha siglato la stagione più bella che si potesse immaginare attorno al concetto che “tutti gli uomini sono re”. Dopo una ripresa del “Flauto magico coprodotta col Festival di Aix-en-Provence per la regia di Braunschweig, ecco che cosa ci riserva la nuova stagione: - “Mosca Quartiere Ceremushki” (17 dicembre-2 gennaio). In prima francese la deliziosa operetta (o commedia musicale ?) di un imprevedibile Dmitri Sostakovic è affidata alla direzione di Alexandre Lazarev e alla regia di Macha Maiekeff e Jérome Deschamps. - “L’incoronazione di Poppea” (21-30 gennaio). Nuova produzione del capolavoro monteverdiano affidata alla bacchetta del maggior specialista di musica antica, e non solo in terra di Francia, e cioè William Christie, con i suoi Art Florissants e giovani interpreti appartenenti al Nouveau Studio de l’Opéra. Regia griffata Peter Stein. Da vedere. - “Le Roi malgre lui” (24 febbraio-8 marzo).

Nuova produzione della charmante opera di Emmanuel Chabrier diretta da Evelino Pidò, regia di Laurent Pelly, nel cast francofono di giovani cantanti, tra cui Nicolas Rivenq, Magali Leger e Laurent Naouri. - “Pollicino” (29 marzo-3 aprile). Una nuova produzione dell’opera per bambini di Hans Werner Henze, coprodotta con la Comedie de Valence (una istituzione amatoriale creata nel 1980), diretta da Alejo Perez e firmata per la regia da Christophe Perton. - “L’Upupa” (24 giugno-2 luglio). Prima esecuzione francese dell’ultima opera di Hans Werner Henze in una produzione coprodotta dalla Deutsche Oper di Berlino, dal Teatro Real di Madrid, dal Teatro Massimo di Palermo: su libretto dello stesso Henze, la storia dell’uccello del paradiso andata in prima mondiale a Salisburgo nel 2003, si avvarrà a Lyon della regia di Dieter Dorn e della direzione di Gerard Korsten; nel cast Laura Aikin, Nadine Denize, Alfred Muff, Detlef Roth. - “Jenufa” (10 maggio-1 giugno). - “Kata Kabanova” (11 maggio-2 giugno). - “Il caso Makropoulos” (12 maggio-3 giugno).

Per i 150 anni dalla nascita di Janacek, tre opere dell’autore ceco, in tre produzioni provenienti dal Festival di Glyndebourne: affidate alla bacchetta di Lothar Koenigs e messe in scena da Nikolaus Lehnoff, le tre opere si avvalgono di cast preziosi. Segnaliamo qui Anja Silja in “Jenufa” (accanto a Orla Boylan) e in “Makropoulos” e Amanda Roocroft in “Kata Kabanova”. Tra i concerti previsti, un “Dido and Aeneas” di Purcell con gli English Baroque Soloists diretti da John Eliot Gardiner, un recital tutto Haendel diel soprano Sandrine Piau con Les Talents Lyriques e Christophe Rousset, “La creazione” di Haydn diretta da Louis Langrée, e il raro oratorio di Haydn “Il ritorno di Tobia” diretto da William Christie.

Thierry Tingaud