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David DiChiera, Founder e General Director della Detroit Opera House, mostra un incontenibile orgoglio nel presentare la nuova stagione 2004/2005 del proprio teatro: lo inorgoglisce la prima esecuzione mondiale di “Margaret Garner” di Richard Danielpour, “una nuova opera americana, la nostra prima volta sul grande palcoscenico della Detroit Opera House”. Il Michigan Opera Theatre ha in verità una lunga storia di “prime” per il nord America do pèere come il “Re Ruggero” di Szymanovsky” o “Il castello incantato” di Moniuszko. La nuova stagione, che prenderà il via il 23 ottobre, si aprirà (per sei sere) nel nome di Verdi e del suo “Rigoletto”, cantato in lingua italiana da un cast internazionale che vede nel ruolo del titolo Gordon Hawkins, Ying Huang (Gilda), Scott Piper (il Duca), Donald Hartmann (Monterone), Burak Bilgili (Sparafucile), Jesse Raven (Maddalena), guidati dal podio da Lukas Karytinos per la regia di Mario Corradi.

Seguirà il 13 novembre (sei recite) il “Faust” di Gounod, eseguito in lingua francese, diretto da Mark D.Flint con un cast che vede alternarsi nel ruolo di Marguerite Pamela Armstrong e Robin Follman; accanto a lei William Burden veste i panni di Faust, Kyle Ketelsen quelli di Mephistopheles, Frank Hernandez è Valentin, Kirsten Gunlogson il giovane Siebel. “Tosca”: dal 9 aprile (sei recite), sul podio Steven Mercurio, regia di E.Randahl Hoey, con Ines Salazar e Lisa Daltrius ad alternarsi nel ruolo del titolo, Dai Chaing è Mario Cavaradossi, Greer Grimsley il barone Scarpia. La prima esecuzione mondiale di “Margaret Garner” di Richard Danielpour è prevista per il 7 maggio (5 recite): basata sulla storia vera della schiava fuggitiva Margaret Garner e della sua tragica decisione di salvare i suoi figli e garantire loro la libertà, “ha tutti gli elementi”, dichiara DiChiera, “della grande opera, combinata con significative corrispondenze storiche... significativa operazione non solo per la città di Detroit, ma per tutto il mondo, essendo il concetto di libertà un concetto che collega il nostro passato al nostro presente e al nostro futuro”. Nel ruolo della schiava nera protagonista è Denyce Graves, affiancata dalla Cilla di Jessye Norman, da Rodney Gilfry, Gregg Baker, John Mac Master; dirige Stefan Lano, regia di KennyLeon. Il 4 giugno (sei recite) va in scena, in versione in lingua inglese, “La figlia del reggimento” (“The Daughter of the Regiment”) di Gaetano Donizetti, diretta da Suzanne Mallare Acton per la regia di Dorothy Danner. Il cast vede protagonisti Anita Johnson (Marie), Rodrick Dixon (Tonio) e, nei panni della Duchessa di Krakenthorp... Shirley Verrett!!

Eccitante è anche la stagione di danza, che vede (7-10 ottobre) la presenza del National Ballet of Canada in una produzione de “L’oiseau de feu” di Stravinskij, 40 ballerini con i costumi disegnati da Santo Loquasto; nella seconda parte della serata “Le quattro stagioni” di Vivaldi. Tra il 15 e il 20 febbraio, un omaggio all’African american Dance con la presenza di tre compagnie: la Dayton Contemporary Dance Company (con coreografie realizzate da coreografi afroamericani), la Philadelphia Dance Company, una delle più innovative compagnie statunitensi, che presenta “Wee Too Dance”, coreografie di Eleo Pomare e Christopher Huggins; infine Alonzo King’s Lines Ballet, compagnie dell’area di San Francisco che presenta “Before the Blues”, coreografie di Mr.King in collaborazione con il leggendario strumentista/compositore Pharaoah Sanders. Dal 3 al 6 marzo Les Ballets de Monte Carlo propongono “Cinderella”, una coreografia di Jean-Christophe Maillot che prevede la presenza in scena di 65 ballerini; la partitura di Prokof’ev sarà realizzata con le scene di Ernest Pignon-Ernest ed i costumi di Jerome Kaplan. Ultimo appuntamento col Joffrey Ballet of Chicago e “Lo Schiaccianoci”, coreografie di Gerald Arpino, cofondatore della compagnia; per il coro si utilizzeranno cori di voci bianche (e nere...) di Detroit, mentre allo spettacolo parteciperanno più di 120 giovani danzatori di tutto il Southeast Michigan.

Sergio Albertini