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Scala Anno Primo, Nuova Serie. Emoziona già sulla carta parlare della prossima stagione scaligera, equamente divisa tra rappresentazioni alla Sala ex-Piermarini (ex perchè ci pensò già la guerra a renderla uno spazio ri/costruito) e al nuovo e funzionale Teatro degli Arcimboldi (al quale, personalmente, mi sono affezionato). Il numero delle recite passa da 80 a 118, mentre l’obiettivo è di arrivare a 150 recite operistiche e 70 di balletto); la nuova stagione prevede un sesto turno di abbonamento per la lirica, è proposta la novità di “miniabbonamenti”, quelli weekend (5 opere) e quello per quattro opere; la presenza di Mauro Meli si evidenzia in qualche titolo recuperato dalle precedenti stagioni cagliaritane e dai nomi dei direttori che dalla capitale sarda son passati con successo. Attesa per la riapertura, nel nome di quel Salieri che segnò il primo levarsi di sipario alla Scala il 3 agosto 1778: “L’Europa riconosciuta”, che da Riccardo Muti sarà diretta il 7 dicembre 2004 in un nuovo allestimento siglato Luca Ronconi per la regia e Pier Luigi Pizzi per scene e costumi, ed un cast di belcantisti in cui spiccano Daniela Barcellona (Isseo) e Giuseppe Sabbatini (Egisto) accanto all’Europa di Diana Damrau e all’Asterio di Genia Kuhmeier. Per i tre balletti del 1778, le cui partiture risultano ad oggi introvabili, Muti ne ha sintetizzato il senso in un unico balletto, che andrà in scena al termine del primo atto.

Il secondo appuntamento operistico è il 10 marzo con un dittico ancora diretto da Muti: accanto alla scandalosa “Sancta Susanna” di Paul Hindemith (che ci sarebbe piaciuto veder accostato alla pucciniana “Suor Angelica”) la prima assoluta di un’opera commissionata ad Azio Corghi, “Il dissoluto assoluto” su libretto di José Saramago: regia di Giancarlo Cobelli, nei due cast Tatiana Serjan, Petra Lang, Ludovic Tézier. Torna “La Bohéme” di Puccini per la regia e le scene di Zeffirelli (voglia d’antico ?), diretta da Raphael Fruhbeck de Burgos (e questo mi pare una bella notizia) con un cast che prevede Roberto Aronica (l’eccellente Pinkerton della stagione appena conclusa), Svetla Vassileva, Hei-Kyung Hong, Fabio Capitanucci. Il 27 giugno, ancora alla Scala, “La Cenerentola” rossiniana per la regia di Jean-Pierre Ponnelle diretta da Bruno Campanella con diversi cast tra cui spiccano le voci di Sonia Ganassi, Juan Diego Florez, Simone Alaimo, Michele Pertusi, Alessandro Corbelli, Roberto De Candia. Nell’ambito del Progetto Giovani ancora Rossini (il 19 settembre) con “Il barbiere di Siviglia”, mentre in prima alla Scala “Gli stivaletti” di Cajkovskij nell’allestimento che inaugurò Cagliari qualche anno fa, regia di Yuri Alexandrov, direzione di Mstislav Rostropovic (tra i cantanti, Vladimir Ognovenko, Nino Surguladze, Vsevolod Grivnov, Irina Lungu). Ultimo appuntamento scaligero, “Pelleas et Melisande”, in un nuovo allestimento (il primo prodotto alla Scala) con regia e scene firmate da Pierre Medecin, sul podio Georges Pretre, con Jean-Francois Lepointe, François Le Roux, Mireille Delunsch, Nadine Denize. Ma Arcimboldi non muore, anzi.

E’ nel nuovo teatro che vanno in scena alcune delle altre meraviglie della nuova stagione. A partire da un “Tannhauser” (5 febbraio) diretto da Jeffrey Tate per la regia di Paul Curran, una “Donna di picche” di Cajkovskij (che lusso, due opere di Cajkovskij in stagione!), il 22 febbraio, diretta da Uri Termikanov con l’immarcescibile Elena Obratzova, il canuto Dmitri Hvorostovskij e la “carmencita” Julia Gertseva, regia di Stephen Medcalf. Ed ancora – finalmente il barocco! chi dobbiamo ringraziare ? – un “Rinaldo” haendeliano (2 aprile) diretto da uno specialista come Ottavio Dantone, con regia, scene, costumi di Pigi Pizzi ed un cast di specialisti tra cui Annick Massis, Roberta Invernizzi, Sara Mingardo, Sonia Prina. Luca Ronconi cura la regia di una “Elektra” di Richard Strauss diretta da Semyon Bychkov (7 maggio) con Felicity Palmer e Deborah Polaski. Chiusura alla grande, con il ritorno dell”Otello” diretto da Riccardo Muti per la regia di Graham Vick (17 maggio), con – nei cast che si alterneranno - Leo Nucci, Alberto Gazale, Daniela Dessi, Svetla Vassileva, Clifton Forbis, Francesco Meli. E naturalmente, ancora, la danza (tra tutti, il balletto “Lo schiaccianoci” a dicembre e gennaio), la stagione sinfonica (con la segnalazione per l’oratorio beethoveniano “Cristo sul monte degli Ulivi” diretto da Muti). C’è del nuovo oggi, alla Scala. Anzi, di antico. Di buon antico...

Sergio Albertini