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Sono in molti ad aspettarla, questa “Traviata”. Perché segnerà la riapertura della Fenice, una riapertura all’opera lirica dopo quella, intensa e indimenticabile, al concerto. Cessate – si spera – le polemiche per il “dov’era, com’era”, cessate – anche queste, si spera – le polemiche se “è più verdina di prima”, la stagione 2004/2005 alla Fenice di Venezia ha il “tocco Segalini”. Quel tocco di sapienza, di eleganza, d’ironia e di piacevole snobismo che pochi operatori culturali riescono a mantenere così a lungo, attraverso i loro percorsi organizzativi. “La Traviata” (dal 12 al 20 novembre) è un nuovo allestimento affidato alla regia di Robert Carsen (scene e costumi di Patrick Kinmonth), alla direzione di Lorin Maazel ed un trio di protagonisti di primo livello: Patrizia Ciofi, Roberto Saccà, Dmitri Hvorostovsky.

Nel centenario della nascita, un doveroso omaggio a Goffredo Petrassi (3-11 dicembre) con un dittico operistico, “Morte dell’aria” e “Il cordovano”, due nuovi allestimenti affidati alla raffinata regia di Giorgio Marini (con scene di Lauro Crisman) e alla preziosa bacchetta di un maestro nell’arte interpretativa del Novecento come Karl Martin. Prima italiana della nuova edizione critica de “Le roi de Lahore” (18 dicembre-5 gennaio) di Jules Massenet, in un nuovo allestimento affidato alla regia di Arnaud Bernard, alla bacchetta di Marcello Viotti, e a due cast che comprendono la Sita di Ana MariaSanchez e Annalisa Raspagliosi, l’Alim di Giuseppe Gipali e Giorgio Casciarri e lo Scindia di Vladimir Stouyanov/Marcin Bronikowski. Prima esecuzione in tempi moderni dell’edizione veneziana del “Maometto secondo” (28 gennaio-6 febbraio) di Gioacchino Rossini; ancora un nuovo allestimento affidato a scene, costumi e regia di Pier Luigi Pizzi, con Claudio Scimone sul podio e un cast di giovani belcantisti (Regazzo, Lepre, Giannattasio, Gemmabella). Nuovo allestimento (dal 12 al 23 marzo) del “Parsifal” di Wagner per la regia, scene e costumi di Denis Krief; dirige Marcello Viotti, e tra gli interpreti, Ian Storey (Parsifal), Doris Soffel (Kundry), Wolfgang Schoene (Amfortas). Nuovo allestimento per “La finta semplice” di Mozart, in prima esecuzione a Venezia: al Teatro Malibran, dirige Giuliano Carella per la regia di Marco Gandini un cast costituito da Elena de la Merced, Stefano Ferrari, Giorgio Caoduro, Filippo Adami. Prima rappresentazione della nuova edizione critica della “Pia de’ Tolomei” di Donizetti (15-24 aprile), diretta da Paolo Arrivabeni, regia di Christian Gagneron, con la belcantista Patrizia Ciofi nei panni dell’infelice eroina.

Nuovo allestimento e prima esecuzione per Venezia della “Daphne” di Richard Strauss, affidata alla regia di Paul Curran, diretta da Stefan Anton Reck, con June Anderson, Robero Saccà, Daniel Lewis Williams. La stagione è davvero ricchissima, e prosegue con concerti affidati, tra i tanti, a Neeme Jarvi, Georges Pretre, Sir Neville Marriner, Dimitri Kitajenko, Rudolf Barshai: non manca la danza, dal Bejart Ballet Lausanne alla “Sylvia” del Ballet de l’Opera deParis con coreografie di John Neumeier (scene e costumi di Yannis Kokkos), da Pina Bausch fino alla prima rappresentazione a Venezia (21-29 ottobre 2005) de “La Grande Duchesse de Gerolstein” che porterà al Teatro Malibran l’allestimento del Martina Franca Festival della Valle d’Itria; regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, dirige Cyril Diederich, ed Elena Zilio sarà la Grande Duchesse. Sembra essere – senza offesa per alcun altro teatro – la stagione più intrigante...

Sergio Albertini