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Il programma della quarta edizione del Pergolesi Spontini Festival 2004 , dal 4 al 12 settembre, direttore artistico Vincenzo De Vivo, ruota intorno alla "Querelle des Bouffons" che animò la Parigi del XVIII secolo, in cui tanta parte ebbe la rappresentazione de “La serva padrona”: agitando un'assurda disputa tra la tragedia francese e l'opera buffa napoletana, gli Enciclopedisti bollarono la prima come convenzionale ed artificiosa, ed esaltarono l'altra come rappresentazione autentica della realtà di sentimenti e situazioni drammatiche. Pergolesi, salutato postumo da Rousseau come il geniale artefice di un nuovo teatro musicale divenne il trait-d'union tra Napoli e Parigi, le capitali della musica europea. La vita musicale delle due città è il tema conduttore: compositori e virtuosi delle due corti, Scarlatti e Marais, Couperin e Leo, Rameau e Durante, ma anche la musica popolare e la canzone. Ed accanto ai capolavori pergolesiani – “Flaminio”, l'ultima opera comica del compositore jesino, e “La Serva Padrona”, che nel 1752 trionfò a Parigi – e a “Le Devin du Village” di Rousseau - ispirato al modello napoletano - ecco le musiche d'oggi, legate con un filo rosso a quell'epoca lontana.

Per le opere, si parte il 5 settembre al parco di Villa Salvati di Monte Roberto, dove “La serva padrona” (nella revisione critica di Francesco Degrada) e “Le devin du village” di Rousseu (nella revisione critica di Claudio Toscani) vengono messe in scena da Henning Brockhaus con le scene e i costumi di Julio Paz. I cantanti impegnati sono Alessandra Marianelli, Filippo Adami, Maurizio Lo Piccolo assieme ai Sonatori della Gioiosa Marca; il nuovo allestimento è realizzato in collaborazione con Asolo Musica e l’accademia di Belle Arti di Macerata. Venerdì 10 settembre al Teatro Studio di Jesi (con replica domenica), “Il Flaminio” di Giovan Battista Pergolesi (revisione sulle fonti di Francesco Degrada) in un nuovo allestimento in collaborazione con il Festival International d'Opéra Baroque di Beaune firmato per le scene e la regia da Michal Znaniecki e affidato all’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone: tra i cantanti, Anna Bonitatibus, Giovanni Botta, Filippo Morace, Roberta Invernizzi, Giacinta Nicotra, Sonia Prina, Laura Cherici.

L’inaugurazione vera e propria però avverrà sabato 4 settembre al Teatro Pergolesi di Jesi con in pianista Uri Caine che presenterà in prima esecuzione assoluta alcune sue composizioni tratte da Pergolesi assieme alle “Variazioni Goldberg” di Bach-Caine. Il 5 Andrea Marcon all’organo proporrà musiche italiane e francesi del XVIII secolo in collaborazione con il Festival Organistico di Treviso e con l'Associazione Organistica Vallesina. Il 6 “Notturno napoletano”: al Teatro Comunale di Montecarotto i Sonatori de la Gioiosa Marca in un recital con musiche di Durante, Scarlatti, Leo. Il 7 settembre a Monte San Vito, Teatro Condominiale La Fortuna il Duo Fabio Biondi, violino, e Sergio Ciomei, clavicembalo propone un florilegio di musiche italiane e francesi del XVIII secolo. L’8 settembre a Monsano, Chiesa degli Aroli, recital per violocello solo con Giovanni Sollima (musiche di Marin Marais e dello stesso Sollima. Il 9 settembre alle Cantine di San Marcello l’ Antonello Paliotti Quartet (Antonello Paliotti, chitarra e chitarra battente; Mauro Squillante, mandolino, mandoloncello; Leonardo Massa, violoncello; Raffaele Filaci, percussioni) in musiche della tradizione popolare napoletana.

L’11 settembre a Senigallia, Chiesa di Santa Maria dell'Assunta detta dei Cancelli, Ottavio Dantone, direttore, e l’ Accademia Bizantina in musiche di autori italiani e francesi del XVIII secolo. Nucleo denso di questo Festival è anche il Convegno Internazionale Pergolesiano dal tema “Pergolesi e la Napoli del suo tempo: nuove acquisizioni e nuove prospettive di ricerca”; coordinatore Prof. Francesco Degrada, Università Statale di Milano Dipartimento di Storia delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Presso l’Aula Magna della Fondazione Colocci, a Jesi, l’11 e il 12 settembre si susseguiranno numerosi interventi tra cui segnaliamo quello di Imma Ascione (“Società politica istituzioni a Napoli negli anni di Pergolesi: dagli Asburgo ai Borbone, 1731-1736), di Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione (“Le carte degli antichi banchi e il panorama musicale e teatrale della Napoli di primo Settecento: 1732-1733”), di Ausilia Magaudda e Danilo Costantini “Vita musicale nel Regno di Napoli al tempo di Pergolesi: la questione dello Stabat Mater”), di di Raffaele Mellace (“Gli intermezzi di Hasse e quelli di Pergolesi”), di di Claudio Toscani (“Pergolesi 'riletto' da Rousseau: “Le Devin du village” tra modelli italiani e stile francese”), di Constance Jori (“Parodia e plurilinguismo nella commedia per musica napoletana tra il 1730 e il 1750: i libretti di G.A. Federico e P. Trinchera”).

Lorenzo Rossi Pipola