I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra cookie policy.

Les Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach (1819-1880)
libretto di Jules Barbier, dal dramma omonimo di Barbier e di Michel Carré e da E.T.A. Hoffmann
Parigi, Opéra-Comique, 10 febbraio 1881

Personaggi ed interpreti:
Hoffmann, Vincenzo La Scola
Stella, la Mère d'Antonia, Tiziana Carraro
Olympia, Désirée Rancatore
Antonia, Annalisa Raspagliosi
Giulietta, Sara Allegretta
la Musa, Nicklausse, Elsa Maurus
(Ms), una voce (Ms),
Lindorf, Coppélius, il dottor Miracle, Dapertutto, Ruggero Raimondi
Spalanzani, Thomas Morris
Crespel, Luther, Lorenzo Muzzi
Andrès, Cochenille, Frantz, Pitichinacchio, Luca Casalin
Nathanaël, Francesco Zingariello
Hermann, Schlémil, Nicolas Rivenq
Wilhelm, Davide Tonucci
Une voix de basse, Pierpaolo Palloni

Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano "Vincenzo Bellini"
Direttore d'orchestra Fréderic Chaslin
Maestro del Coro Carlo Morganti
Corpo di Ballo del Teatro Nazionale dell'Opera di Sofia diretto da Silvia Tomova

Regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi
Luci di Sergio Rossi
Coreografie di Georghe Iancu

Macerata, Sferisterio, 17 luglio 2004

Bene. Katia Ricciarelli è il nuovo Direttore Artistico della stagione dello Sferisterio di Macerata (i prossimi appuntamenti sono con la "Francesca da Rimini" di Zandonai e con il "Simon Boccanegra"). Arriva quindi, pare inevitabile, un gala nazional-popolare per i 40 anni dello Sferisterio: accanto alla stella Florez, ai cantanti de "Les Contes", Pippo Baudo conduce la serata (il 3 agosto si vedrà in differita in tv) e Katia canta. Com'è stato questo "Contes" ? Deludente. Tagli, spostamenti dei numeri musicali, un Pizzi elegante come sempre, con qualche bianco-nero di troppo, troppa la disperazione del protagonista, candele e gondola nera, diavoli in cilindro e ali nere, l'inevitabile carro funebre. E' vero, il palcoscenico stretto e lungo dello Sferisterio è una brutta bestia, e Pizzi lo rievoca in un clima vagamente neoclassico con un paio di elementi architettonici mobili.

Quel che ha deluso in pieno è stato il cast vocale. Due miei concittadini, Vincenzo La Scola e Désirée Rancatore, già ascoltati in una produzione del Teatro Massimo (lì c'era il tocco di Savary, ed era ancora peggio...) sono due eccellenti cantanti, dotatissimi in tecnica e buon gusto. Ma il buon Vincenzo, che tanto ho apprezzato finora, a Macerata sembra dare prova distratta, e la Rancatore qua e là è sembrata appannata. Di Raimondi si deve tacere per pudore, ed in ricordo dei bei tempi andati. Se meglio – molto – rendevano sul piano musicale la Giulietta di Sara Allegretta (meno su quello scenico) e l'Antonia di Annalisa Raspagliosi, la direzione opaca, sfiancante, affumicata più che fumante e sfumata, di Fréderic Chaslin calava un clima di torpore generale su Offenbach. Occasione mancata.

Sergio Albertini