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Il famoso Elisir d'Amore di Dulcamara avrà pure salvato l'amore di Adina e Nemorino, ma nonostante, una buona produzione, non è abbastanza per salvare la mediocre stagione di quest'anno offerta dal Teatro Massimo. Le scene di Mauro Carosi sono carine ed i costumi di Odette Nicoletti sono belli, mentre le luci di Franco Marri funzionano bene nel complesso. La regia di Fabio Sparvoli è movimentata ma spesso sopra le righe come l'idea assolutamente gratuita di inventare il servo di Dulcamara. L'attore palermitano Giuseppe Cutino è bravissimo ma riteniamo che il concetto forzato del regista di un Dulcamara comico che necessita una spalla, dimostra un mancato approndimento da parte di Sparvoli o, in alternativa, un'arroganza verso il capolavoro Donizettiano. Dulcamara non ha bisogno di questo tipo di comicità. Lui non è un buffone ma un elegante truffatore capace di vendere qualsiasi articolo ai contadini di buona fede.......come alcuni agenti lirici di oggi....bravi a vendere e poco curanti del "prodotto". Bisogna vedere se le direzioni dei Teatri sono composte da contadinotti e/o sono in buona fede.

La direzione del Maestro Messinese Maurizio Arena è buona anche se è inequivocabile lo scompenso con il canto di Dulcamara (Simone Alaimo). Alaimo sarà abituato a eseguire gli "scioglilingua" più velocemente, ovviamente con direttori meno esperti di Arena che lo hanno, in modo provinciale, assecondato. Stefania Bonfedelli (Adina) canta bene ma con la voce un po' scura per una briosa Adina, sembrerebbe più adatta ad una Mimi Pucciniana. L' Adina della seconda compagnia, Fiorella Burato si è dimostrata disciplinata musicalmente e registicamente ma completamente fuori ruolo . Giuseppe Filianoti (Nemorino) ha cantato bene con una bella voce. Apprezzabili le variazioni nell'aria "Una furtiva lagrima" dall'autografo di Donizetti. Ancora da migliorare la resistenza fisica per tutto il ruolo. Il secondo Nemorino (Vittorio Grigolo) presenta un personaggio convincente ed è molto generoso vocalmente. La sua generosità lo porta a strafare ed anche qui sentiamo un Rodolfo Pucciniano piuttosto che l'eroe Donizettiano. Domenico Balzani è un Belcore senza infamia e senza lode , un poco provinciale e con qualche problema irrisolto nella zona acuta soprattutto con il vocale "e". Il secondo Belcore di Markus Werba è pregevole scenicamente ma con grandi pecche vocali e poco volume. La Giannetta di Caterina Ilardo è ben eseguita e con il quintetto aperto, la Ilardo riesce a sfoggiare le sue doti dimostrandosi alla pari di Adina. Sfortunatamente la seconda Giannetta, ovvero Nicoletta Benelli possiede una voce tremolante e non appoggiata.

Il coro diretto da Fulvio Fogliazza ha cantato non bene ma benissimo. Il ritorno di Fogliazza alla guida del coro sta dando i suoi frutti dopo anni di vuoto ed invenzioni di vari direttori del coro lirico da parte della politica. L'orchestra ha mostrato il meglio di sè in quest'occasione. Vedete cari dirigenti cosa vuol dire avere un buon direttore d'orchestra con anni di esperienza nel teatro lirico???!!!! Complimenti al fagottista per il bellissimo suono nell'aria "Una furtiva lagrima". Un bravo al direttore degli interni con la banda e bravi gli strumentisti della banda.

Tutto sommato, questa è stata una buona, dignitosa produzione di opera lirica. Ma in un teatro, in una città ed in una stagione affamata di buona musica lirica, risulta il capolavoro della stagione. Vergonatevi politici....il Vostro disinteresse nel Teatro Massimo, del patrimonio nazionale quale la lirica e la Vostra incapacità di scegliere dirigenti all'altezza della situazione Vi costerà. Una parte della cittadinanza, e ci auguriamo una parte consistente, Vi presenterà il conto alle prossime amministrative.