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Estate lirica? Naturalmente Verona.  Un appuntamento imperdibile, un luogo irripetibile, delle produzioni spesso discutibili. Ma il fascino dell'opera all'Arena di Verona non si discute. Ottantadue stagioni., uno zoccolo duro repertoriale da cui ci si allontana quasi mai. Dal 19 giugno fino al 28 agosto non c'è sera – o quasi – che non si ascoltino grandi, medie, piccole, minime voci. Apertura nel nome di "Madama Butterfly" il 19 giugno, un nuovo allestimento che segna l'esordio in quest'opera di Franco Zeffirelli, che come idea "forte" ha costruito attorno alla casa che segna la notte d'amore di Cio-Cio-San e Pinkerton un "quartiere del piacere", dove droga, prostituzione, contrabbando e chissà cos'altro si danno la mano. Il commercio – il più losco, il più lercio – come anima e motore del primo atto. Per i costumi Zeffirelli ha lavorato assieme a Emi Wada (l'autrice dei costumi di "Ran" di Kurosawa, per i quali ebbe un Oscar nel 1985). Il cast vede affiancarsi a Fiorenza Cedolins quale protagonista Francesca Franci quale Suzuki, Mina Blum come Kate e i due Pinkerton di Marcello Giordani e Massimiliano Pisapia, mentre Juan Pons sarà Sharpless. Sul podio, Daniel Oren.

Torna "Aida" (ma hai messo di sostare sui gradoni dell'Arena ?). E con la regia e le scene di... Franco Zeffirelli (e due!), costumi di Anna Anni. Dirige Daniel Oren (e due!), con cast molto variabili: Larissa Diadkova e Tichina Vaughn (Amneris), Micaela Carosi e Andrea Gruber (Aida), Salvatore Licitra, Piero Giuliacci, Nicola Martinucci (tre Radames tre). Decidete voi se val la pena fare il viaggio... Terzo titolo, ancora nel nome di Verdi, con "Il Trovatore". Regia e scene di... Franco Zeffirelli (e tre!), costumi di Raimonda Gaetani. Direttore, Pier Giorgio Morandi, con un cast che vede alternarsi, quali Conti di Luna, Roberto Servile, Stefano Antonucci, Alberto Gazale accanto alle Leonore di Dimitra Theodossiou e Sondra Radvanovski, le Azucene di Larissa Diadkova, Dolora Zaijck e Tichina Vaughn e i Manrichi di Francisco Casanova (mah!) e Marco Berti.

La trilogia popolare di Verdi prosegue con una nuova produzione di "Traviata" affidata alla regia di Graham Vick. "Quello che io ho fatto", ha spiegato il regista, "è stato di spostare l'azione ai nostri tempi: così Violetta diventa una donna famosa, una diva, un'icona proprio come lo è stata la Principessa Diana, o Eva Peron, o Marilyn Monroe". Germont padre viene visto come una sorta di fondamentalista, uomo buono – secondo la propria immagine – che agisce nel rispetto di Dio; per la scenografia (di Paul Brown) ci si è richiamati ancora una volta al ricordo di Lady D., a quei fiori ammassati fuori dal cancello. Le interpreti sono Mariella Devia e Inva Mula, i due Germon rispettivamente Giuseppe Sabatini/Roberto Aronica per il figlio, Ambrogio Maestri/Stefano Antonucci per il padre, sul podio, Daniele Callegari.

Terzo pannello del trittico "popolare", il "Rigoletto" per la regia di Ivo Guerra, diretto da Vjekoslav Sutej con Aquiles Machado, Leo Nucci, Elena Mosuc. Al Teatro Romano il balletto "La vedova allegra" con solisti e corpo di ballo dell'Arena di Verona, coreografia di Maria Grazia Garofoli. L'appuntamento più atteso è comunque "La corona di pietra" (4 agosto) che segna il ritorno di Placido Domingo all'Arena; coinvolti sette teatri del Mediterraneo: così da Pola il tenore Tomislav Muz'ek canterà il finale da un'opera di Gotovac, da Efeso ci sarà il balletto tradizionale turco, da Palmira un balletto popolare siriano, da Leptis Magna danze popolari della Libia, da El Diem Sonia M'harek canterà "I suoi occhi", da Tarragona Carreras intonerà (speriamo...) "Andalusia" di Granados, da Arles un balletto su musiche della "Mireille" di Gounod. A Verona Domingo alternerà brani da Haendel, dal "Sansone e Dalila" di Saint-Saens, dalla "Norma", da "Le Cid" di Massenet, da "L'Arlesiana" di Cilea ed una composizione scritta per l'occasione da Marco Betta.