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VENEZIA, LA MUSICA, IL MONDO
48° festival di musica contemporanea
Venezia, dal 14 al 23 ottobre 2004, in coproduzione con Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

55 compositori provenienti da 26 paesi del mondo - dalla Cina al Giappone, dall'Australia all'India e all'Europa -, 8 formazioni orchestrali, 16 novità assolute - di cui molte commissionate dalla Biennale - e 26 novità per l'Italia, 20 concerti concentrati nei dieci giorni di programmazione, dal 14 al 23 ottobre, del 48. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Giorgio Battistelli.

Venezia, la musica, il mondo: una sorta di "esposizione universale della musica del nostro tempo" focalizzata sulla figura del compositore che misura la propria espressività con l'atto pratico della scrittura, rivolta, diversamente dalle passate edizioni del festival, al respiro ampio e alla ricchezza timbrica dell'orchestra. L'orizzonte si apre su come e cosa si scrive oggi nel mondo, diventa contemporaneamente osservatorio sugli interpreti, per una Biennale che esplori il presente ipotizzando il futuro.

I compositori invitati, la maggior parte dei quali selezionati da Giorgio Battistelli in concorsi e festival internazionali (dal Festival di Wellington, alla Biennale di Melbourne e al Festival di Adelaide, dal Genesis Prize di Londra, al Sonar di Barcellona fino al Performing Arts Fest di Hong Kong), trovano il loro strumento nelle orchestre sinfoniche - diverse per storia e tradizione - del Teatro la Fenice, della Comunidad di Madrid, dell'Arena di Verona, della Rai, del Friuli Venezia Giulia, della Toscana, a cui si aggiungono il Klangforum da Vienna e l'Asko Ensemble da Amsterdam.

Il concerto serale di apertura del 48. Festival Internazionale di Musica Contemporanea si svolgerà significativamente nel rinato Teatro La Fenice di Venezia il 14 ottobre e verrà eseguito dalla sua orchestra, a cui è affidato anche l'ultimo concerto in programma, questa volta al Teatro Malibran, dove sarà ospitata la maggior parte delle manifestazioni. Un significato di augurio al teatro restituito quest'anno ai veneziani e al mondo con la ripresa di un'attività e di una collaborazione congiunta tra la Biennale di Venezia e la Fondazione Teatro La Fenice, che ha segnato fin dalle origini la storia di questo festival, divenendone il "luogo" per eccellenza e offrendo la sua orchestra alle programmazioni che si sono succedute negli anni. Bernhard Kontarsky sul podio a dirigere una prima assoluta di Olga Neuwirth dedicata a Luigi Nono, di cui, sempre in un omaggio voluto dal direttore Giorgio Battistelli si eseguono anche due degli indimenticabili Epitaffi, infine la novità italiana di Arvo Pärt.

Un progetto inedito promosso dalla Biennale di Venezia e dall'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia prevede la residenza per i compositori eseguiti dalla formazione friulana, tutti singolarmente provenienti dai paesi dell'est Europa, una testimonianza di culture ancora poco conosciute, ricche di fermenti e contraddittorie. Slavomír Solovic dalla Slovacchia, Katarzyna Glowicka dalla Polonia, Vladimir Tarnopolsky dall'Ucraina, Aleksander Peçi dall'Albania, Nikola Kodjabashia dalla Macedonia, Julia Gomelskaya dalla Russia, Isidora Zebeljan da Serbia e Montenegro, Evis Sammoutis da Cipro risiederanno per dieci giorni ad Udine lavorando a fianco dell'orchestra, seguendone progressivamente il lavoro di lettura, interpretazione esecuzione di un brano, prima di arrivare a Venezia per il debutto alla Biennale.

Tre artisti italiani e tre europei di musica elettronica - prodotto dell'avanguardia tecnologica, colta e pop assieme, entrata come un'installazione anche nei musei - arricchiscono il programma del 48. Festival Internazionale di Musica Contemporanea con un progetto straordinario. Due concerti al giorno, dislocati in tre luoghi diversi della città, si aggiungono ai concerti già in programma e costruiscono, grazie alla collaborazione dell'Anas, un "corridoio sonoro" che coinvolge diverse città e paesi europei: parte da Lisbona e passando per Lione, Venezia, Lubiana, arriva a Kiev, in corrispondenza del Corridoio 5, l'asse viario che unirà la costa atlantica agli Urali.

Il programma del 48. Festival Internazionale di Musica Contemporanea si snoda nell'arco di dieci giorni, iniziando il 14 ottobre con un triplice appuntamento: a cavallo del concerto serale al Teatro La Fenice, infatti, sono in programma altri due concerti con uno degli ensemble più vitali e seguiti del panorama europeo, il Klangforum Wien, che eseguirà prima musiche di Beat Furrer, Johannes Maria Staud, Georg Friedrich Haas e, a conclusione della serata, nella Sala Rossi del Teatro La Fenice, la novità italiana di Salvatore Sciarrino, Quaderno di strada.

Il 15 e il 16 ottobre uno spaccato della musica spagnola contemporanea con una grande orchestra, l'Orquesta de la Comunidad di Madrid diretta da Roman Encinar e, per il secondo concerto, da Luca Pfaff, che eseguiranno musiche di Luís De Pablo, l'artefice del rinnovamento musicale ispanico durante il franchismo, Francisco Guerrero, altro nome di spicco, e delle generazioni più giovani rappresentate da Gabriel Erkoreka, José Maria Sánchez-Verdù, Alberto Posadas. Tutte novità per l'Italia, a cui si aggiungono quella dello svizzero Hanspeter Kyburz e la prima assoluta di Fausto Romitelli.

Il 17 ottobre, di nuovo al Teatro Malibran, con Johannes Debus e l'Orchestra dell'Arena di Verona che affronta un repertorio diverso - rispetto alla storia che la contraddistingue - legato alla contemporaneità: due nuove creazioni, dell'irlandese Ian Wilson e dell'italiana Roberta Vacca, e l'atteso appuntamento con Hans Werner Henze che presenta in prima italiana, dopo il debutto del mese scorso a Berlino, di Aristaeus.

Tutte novità assolute nel concerto che segue, il 18 ottobre, e prima parte di un ciclo che la giovane e duttile Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, diretta da Erasmo Gaudiomonte, dedica alla scoperta di voci fresche e pressoché sconosciute - provenienti da una realtà frammentata e vitale quale l'Europa dell'est - con un progetto più ampio di residenza che ne accresce il valore. Nel primo appuntamento musiche di Slavomír Solovic, Vladimir Tarnopolsky, Katarzyna Glowicka, Aleksander Peçi.

Nell'ambito dei due concerti programmati al Teatro Malibran il 19 e 20 ottobre, l'Orchestra della Toscana, che trova nell'attenzione alla musica del presente una caratteristica della sua storia e della sua evoluzione, diretta rispettivamente da Stefan Asbury e Dominique My, si potranno ascoltare 8 compositori da Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Australia, Lituania con altrettante novità nazionali. Spiccano i nomi di Harrison Birtwistle, Ivan Fedele, Mark Anthony Turnage, e poi Brett Dean, Giovanni Verrando con una nuova creazione, Vykintas Baltakas, Yan Marsez, Jean-Luc Hervé.

Il secondo concerto con l'Orchestra dell'Arena di Verona è il 21 ottobre al Teatro Malibran: novità assolute di Paolo Furlani e dello svedese Ivo Nilsson, prime italiane per l'inglese David Sawer e il tedesco Matthias Pintscher.

Duplice appuntamento, poi, per il penultimo giorno del festival, il 22 ottobre. Il primo concerto è al Teatro Piccolo Arsenale con l'Orchestra del Friuli Venezia Giulia diretta da Christoph Poppen, per il secondo ciclo che scopre lo scenario musicale dei nuovi paesi europei: tre novità assolute di Isidora Zebeljan, Nikola Kodjabashia, Evis Sammoutis e una prima italiana di Julia Gomelskaya. A seguire una grande orchestra, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Lothar Zagrosek al Teatro alle Tese, con Stanze di Luciano Berio, un pezzo mai eseguito in Italia, Orion, anche questo brano della finlandese Kaija Saariaho in prima esecuzione italiana, e una novità assoluta di Stefano Bellon.

Una rosa di nomi eccezionale per prestigio e ampiezza di orizzonti nei due concerti che chiudono il 48. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Giorgio Battistelli. Il 23 ottobre è in programma, al Teatro Piccolo Arsenale, uno dei più richiesti ensemble europei, l'olandese Asko, che allinea a fianco di György Ligeti, l'indiano Param Vir, l'olandese Michel Van der Aa e Luca Francesconi.

Inaugurato dall'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, il festival si conclude simbolicamente con la stessa formazione al Teatro Malibran: il celebrato Tan Dun e il nuovo Fumio Tamura, Cina e Giappone, l'oriente che incontra dinamicamente l'occidente; poi Bruno Maderna che rilegge l'amato Giovanni Gabrieli, Magnus Lindberg e Wolfgang Rihm.

Caterina Mancuso