I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra cookie policy.

In Italia sembra quest'anno che non si sia potuta montare una stagione senza l'apparire di "Turandot". Dalla Scala (la "tradizionale" Puccini/Alfano/Toscanini) a Genova (col finale di Berio), da Lucca (con la prima versione Alfano) a Cagliari (idem, con la superba direzione di Karl Martin), qui e là in Italia fino alla punta dello stivale, Catania. Una "Turandot" anch'essa come da tradizione. Ma. C'è un ma. Mentre per la Stagione lirica 2004 sono ancora in corso le repliche di "Turandot", (proposta con il classico finale di Franco Alfano), la Stagione sinfonica 2003-2004 propone l'altro finale di "Turandot", quello scritto da Luciano Berio ed eseguito per la prima volta appena due anni fa. La scelta è dello stesso Hubert Soudant, il direttore d'orchestra della "Turandot" al "Bellini" che giovedi 25 marzo, alle ore 21, per gli abbonati al turno "A", terrà un concerto sinfonico-vocale con l'Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Massimo Bellini che avrà nel programma, assieme a musiche di Petrassi, Ravel e Stravinskij, proprio il finale di "Turandot" scritto da Berio. Per Catania, per la Sicilia intera, si tratta di una prima esecuzione assoluta, un modo per consentire al pubblico del "Bellini" di ascoltare le due esecuzioni, quella di Alfano nell'opera, quella di Berio nel concerto al quale prenderanno parte anche il tenore Marcello Giordani e il soprano Tatiana Chivarova, entrambi impegnati nelle recite dell'ultima opera di Puccini. Maestro del Coro, Tiziana Carlini.

Il concerto comincerà con una breve ma intensa composizione di Goffredo Petrassi (Zagarolo, 1904-Roma, 2003), "Frammento", che fu scritto nel 1983 ma eseguito per la prima volta a Roma dall'Orchestra della Rai il 25 giugno del 1988. Seguirà proprio il finale di "Turandot" scritto da Luciano Berio (Oneglia, 1925-Roma 2003), proposto per la prima volta a Los Angeles il 25 maggio del 2002, esattamente un anno prima della scomparsa del musicista. I critici ritengono si tratti del finale più fedele all'incompiuta "Turandot" perché per scriverlo Berio utilizzò 24 dei trenta schizzi lasciati da Puccini mentre Alfano ne adoperò appena cinque. Seguirà la celeberrima "Rapsodia spagnola" di Maurice Ravel (Ciboure, Pirenei, 1875-Parigi, 1937) eseguita per la prima volta nel 1908, sinfonia in quattro movimenti dove frantumi di folclore iberico sono tessuti con preciso rigore formale. La seconda parte del concerto sarà dedicata a Igor Stravinskij (Oranienbaum, Pietroburgo, 1882-New York, 1971) e al suo "L'uccello di fuoco", suite dal balletto, op. 20 (Suite 1919). Dedicato a Rimskij-Korsakov, di cui Stravinskij fu allievo, è il primo dei dodici balletti che compose. Scritto tra il 1909 e il 1910, andò in scena per la prima volta all'Opera di Parigi il 25 giugno del 1910, su coreografie di Michail Kokin e dello stesso Stravinskij.

Il direttore d'orchestra Hubert Soudant, olandese di Maastricht, ha vinto numerosi premi internazionali: il Von Karajan a Berlino, il Cantelli a Milano, il concorso di Besançon. Dirige tutte le più prestigiose orchestre europee, è direttore della Tokyo Symphony Orchestra, del Mozarteum di Salisburgo e dell'Orchestre National des Pays de la Loire dopo essere stato direttore della Filarmonica di Radio-France e dell'Orchestra sinfonica di Utrecht. Il tenore Marcello Giordani è nato ad Augusta (Siracusa), nel 1963. Il suo debutto risale al 1986, in un Rigoletto a Spoleto. Nel 1988 ha debuttato alla Scala nella Bohème. Alla fine degli anni '80 c'è stato anche il suo debutto al Metropolitan di New York, ne L'elisir d'amore. Canta nei più importanti teatri d'Europa, Usa e Giappone. Al "Bellini" di Catania l'ultima sua esibizione in una stagione lirica risale al 2002, in Tosca. Il soprano Tatiana Chivarova è nata in Bulgaria e vive da molti anni a Milano. Si è diplomata al Conservatorio di Sofia e ha completato gli studi alla scuola di canto del Teatro alla Scala. Il suo repertorio comprende quasi tutto il melodramma romantico dell'Ottocento e del Novecento e si esibisce regolarmente nei principali teatri europei.

Gino Balistrieri