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Due celebri istituzioni che condividono lo stesso palazzo, la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazionale Braidense, offrono l'occasione per avvicinarsi al loro patrimonio compiendo un viaggio inusuale: un percorso tra musica e storia attraverso ritratti, spartiti e cimeli d'autore.

La Pinacoteca mette in mostra una recente acquisizione: il ritratto che Giuseppe Molteni fa di Giuditta Pasta nei panni di «Nina o sia la pazza per amore», celebre opera di Giuseppe Paisiello. Siamo nella prima metà dell'Ottocento, Molteni sta rivaleggiando quanto a fama e bravura con Francesco Hayez, a cui contende il primato di ricercatissimo ritrattista, e la «divina» che è chiamato a ritrarre non è niente meno che uno dei soprani più acclamati del momento, Giuditta Pasta, al suo rientro a Milano nel 1829, dopo le trionfali tournée in Francia e Inghilterra. L'idea di esporre al pubblico il quadro di Molteni rientra nella filosofia della serie di mostre «Brera mai vista», serie che ha il pregio di far uscire dai depositi della Pinacoteca alcune opere appena restaurate, o, come in questo caso, non ancora ammirate, costruendovi intorno un apparato didattico e di allestimento che permetta a tutti di fruirne: l'opera in mostra si trova nella sala dell'Ottocento, dove sarà possibile confrontarla con celeberrime composizioni di Hayez, quali il «Ritratto di Alessandro Manzoni» o «Il Bacio», è accompagnata da una scheda didattica, ed ha, a pendant, il ritratto del compositore Giuseppe Battista Paisiello, eseguito da Elisabeth Louise Vigée Lebrun.

Andando avanti nel tempo, ci spostiamo nella sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale, dove una nutrita serie di spartiti e ritratti ci fa scoprire l'autore della musica del celebre Inno d'Italia, il «Canto degli Italiani»: Michele Novaro. Di solito del Canto si ricorda solo ed esclusivamente l'autore delle parole, Goffredo Mameli, morto giovanissimo in seguito alle ferite riportate in battaglia come bersagliere nel 1849, alle porte di Roma, al fianco di Garibaldi. La musica però appartiene a un personaggio decisamente più timido e defilato, ma non per questo meno fervente patriota. Se volete vedere i loro due rari ritratti, le armi e gli oggetti appartenuti al bersagliere Mameli (messi a disposizione per la prima volta dal Museo Storico dei Bersaglieri di Roma), nonché le lettere autografe di Alessandro Manzoni al figlio che combatteva nel 1848 e di Verdi che scriveva amareggiato a Clara Maffei nel 1859 per la mancata annessione di Venezia, insomma per potervi fare un quadro del clima politico in cui nacque l'Inno, non vi resta che entrare in Biblioteca, Biblioteca che inaugura in questo modo una serie di manifestazioni ideate in collaborazione con l'Archivio Ricordi, che offre per la prima volta al pubblico la possibilità di ammirare i suoi tesori.

Pinacoteca di Brera
Via Brera 28,
Biblioteca Nazionale Braidense
Via Brera 28, Milano
Fino al 20 marzo