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Cosa può significare ripensare le arti? Per esempio per chi ha scelto queste come scelta di vita, scelta che non sempre soddisfa le ferree leggi produttive di questo sistema, ma che ritengo assolutamente legittima, e se io proprio non ne volessi sapere di lavorare per produrre? Come la mettiamo? Se io volesse vivere per studiare, viaggiare, pensare, adoperare le mie facoltà creative per reinterpretare il mio esistente insieme a coloro che lo compongono per trasformarlo verso qualcosa che vada oltre le nostre stesse vite così come sono, tracimando nella possibilità tangibile di un esistenza più piena? eh? Come la mettiamo? Tutto questo non era certo stato previsto, certamente però è stato ed è sognato e trisognato!

Ma che c'entrano le arti? Certo non racchiudono in sé tutte le infinite combinazioni possibili del caleidoscopio delle realtà umane. Indubbiamente non finiscono l'universale somma delle creatività e delle invenzioni possibili, pensabili o generabili dalle donne e dagli uomini. Sicuramente non possono esaurire le possibilità comunicative, autoeducative e quindi di reciprocicità di scambio culturale e di accrescimento della coscienza nella memoria collettiva. Per cui, come c'entrano le arti? Cosa è: "bello"? Com'è: "buono o bene"? Però per tutti. Chi fa, chi è o chi potrebbe essere artista?

C'è o no la possibilità di fare vibrare di una nuova armonia le corde dei pilastri del pensiero diffuso dipingendogli con nuova luce ricombinandoli cromaticamente e morfologicamente? e se invece scrivessimo una nuova poesia, quali potrebbero essere i sapori, i suoni, gli odori, i colori, i tempi, i sentimenti e quale uno deipossibili orizzonti in cui la nostra poesia potrebbe essere cantata da chi si emoziona o ci si emozionerà? Delirio, sogno lucido e/o realtà? Cosa chi come dove? Forse che i tempi non sono maturi per parlarne? Me lo chiedo.