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Con estrema soddisfazione la stagione 2002/2003, la prima in Arcimboldi, ha segnato una reale affermazione delle produzioni del Ballo con una altissima affluenza registrata in sede e fuori sede; recensioni encomiastiche a livello nazionale e una sensibile attenzione della critica europea, hanno sancito il rinnovato interesse per l'attività e la nuova immagine del Ballo della Scala, elogiato per la comprovata capacità tecnica degli interpreti e per l'importanza delle produzioni, che sempre più stanno proiettando il nome del Corpo di Ballo al livello delle più richieste compagnie europee.

Proseguirà dunque anche per la stagione 2003/2004 la formula che vuole affiancare titoli del grande repertorio a nomi di assoluto rilievo nella scena contemporanea, nuove produzioni e riprese che definiscono la doppia missione di una Compagnia di alto livello ed alta rappresentatività, che ha il dovere e la qualità per poter far rivivere i capolavori della storia del balletto e di farsi interprete delle più prestigiose linee coreografiche attuali.

In questa ottica si sono conclusi gli appuntamenti della stagione 02 - 03, nel segno di Rudolf Nureyev, al quale il Ballo della Scala ha dedicato a partire dallo scorso dicembre spettacoli ed iniziative di altissimo interesse, in occasione del decennale della scomparsa: l'anno a lui dedicato, apertosi con il Galà Nureyev , la ripresa de "Lo schiaccianoci" e la pubblicazione del volume "Nureyev alla Scala" si è chiuso a novembre con la ripresa del suo "Don Chisciotte": in scena Roberto Bolle insieme a Laëtitia Pujol, dall'Opera di Parigi, fresca di nomina ad Etoile proprio a seguito della sua interpretazione di Kitri nel maggio 2002, ed un'altra straordinaria coppia di guest di prima grandezza: il cubano José Manuel Carreño e, dal Royal Ballet Tamara Rojo, entrambi recentemente acclamati dal pubblico milanese proprio nel corso del gala dedicato a Nureyev nel dicembre 2002.

Roland Petit, uno degli autori più amati dal pubblico scaligero, sarà il protagonista del primo appuntamento della Stagione 2003 – 2004: a dicembre una nuova produzione porterà agli Arcimboldi per la prima volta "Il Pipistrello": la prima fortunatissima esperienza di Petit nella trasposizione di un'operetta in balletto, che dal '79 ha fatto il giro del mondo, approda a Milano con Alessandra Ferri, Massimo Murru e Luigi Bonino, in una "libera, fantasiosa analisi trasversale" del libretto originale.

Kenneth MacMillan, uno dei punti di forza e delle costanti del repertorio scaligero, e la sua "Manon" saranno in scena a febbraio, nell'allestimento originale di Nicholas Georgiadis: il terzo dei sei grandi balletti di MacMillan, eccellente esempio della sua creatività nella fusione di tradizione e spirito innovativo, della sapienza coreografica nel delineare il fascino della protagonista e creare splendidi ruoli maschili. E non potevano che essere due interpreti d'eccezione ad impersonare la seducente Manon: Alessandra Ferri e Sylvie Guillem, come pure per il ruolo dello studente Des Grieux, nei cui panni si caleranno Roberto Bolle e Massimo Murru. E per l'occasione, la Scala si è aggiudicata anche un'altra speciale presenza: Sir Anthony Dowell, ospite d'eccezione, per alcune recite, nel ruolo di Monsieur G.M.

Tra aprile e maggio il grande repertorio sarà di scena: il Ballo della Scala insieme a Roberto Bolle faranno rivivere agli Arcimboldi "Il lago dei cigni" che dopo essere stato in programma alla Scala nelle versioni Petipa/Ivanov, Balanchine, Beriozoff, Grigorovich, Hightower e Nureyev, per la prima volta verrà rappresentato nella versione di Vladimir Bourmeister, ripresa anche dall'Opera di Parigi e mai vista a Milano. Con un nuovissimo allestimento di Roberta Guidi di Bagno, questa versione coreografica del 1953 è ispirata allo spartito originale di _ajkovskij nella sua sequenza originale e introduce anche alcuni elementi di invenzione di Bourmeister dal prologo fino al lieto fine dell'epilogo, di tradizione sovietica: Odette e Sigfrido sopravvivono (in questa vita) alle terribili onde del lago.

L'impegno a presentare ad ogni stagione una serata dedicata ad un compositore legato al balletto, che nel 2003 ha portato al grandissimo successo di "Serata Ravel" si rinnoverà quest'anno con una serata dedicata ad Igor Stravinskij: e come "Serata Ravel" vide per la prima volta in Scala uno dei geni della coreografia del Novecento, John Neumeier, quest'anno il nome di Stravinskij si legherà alla rivoluzionaria "Sagra" di Maurice Béjart con la presenza di Sylvie Guillem nel ruolo dell'Eletta e Massimo Murru. Mai interpretata prima dal Ballo della Scala, "Le Sacre du printemps" danza di straordinaria forza inventiva e di superbo rigore geometrico, considerata dallo stesso Balanchine – a cui è legato il secondo titolo della serata, "Rubies" - la più riuscita interpretazione del Balletto stravinskiano, dà l'occasione alla Scala di omaggiare Béjart, attraverso uno dei suoi capolavori assoluti: uno dei maggiori autori al mondo, nel compiersi dei 50 anni della sua attività di direzione. Questa serata segnerà anche l'ingresso in repertorio di "The Cage", una delle più celebri e celebrate creazioni di Jerome Robbins, creata nel 1951 sul quasi coevo Concerto in Re per orchestra d'archi di Stravinskij (1946); balletto che per la prima volta entra in un reperotrio italiano e che anche in questo caso omaggerà uno dei massimi nomi della coreografia del novecento, spesso riduttivamente associato alla più popolare esperienza di "West Side Story".

I titoli di punta della stagione saranno anche protagonisti di numerose tournées a livello nazionale ed internazionale, che da una parte segnano un sempre più preciso intento di collaborazione con le Fondazioni degli Enti Lirici sprovvisti di Corpo di Ballo, dall'altra registrano una sempre più consistente presenza a livello internazionale con produzioni rappresentative dello stile Scala.
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Punta di diamante dell'attività di tour, la prestigiosa presenza a San Pietroburgo ha segnato ad ottobre la prima tourné del Ballo al Teatro Mariinskij all'interno delle celebrazioni dei trecento anni di fondazione della capitale, con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano, il contributo della Regione Lombardia e il sostegno del Ministero per i Beni e Attività Culturali, con "Sogno di una notte di mezza estate". La fortunata produzione che la Fondazione Balanchine ha concesso alla Scala in eslcusiva europea, è infatti una delle protagoniste di spicco delle tournée del Ballo. Ad ottobre è tornata nella terra natale di Balanchine, con l'esecuzione dell'Orchestra del Teatro Mariinskij
Sempre il "Sogno" è stato impegnato in ulteriori tournée italiane: Venezia, Palafenice (settembre 2003, con la presenza di Alessandra Ferri e Massimo Murru) Bologna, Teatro Comunale (ottobre 2003) con l'esecuzione delle Orchestre delle due Fondazioni, mentre una successiva tournée ha visto in scena "Don Chisciotte" di Nureyev (Parma, Teatro Regio con Roberto Bolle) nel novembre 2003.

Per la stagione 2003 – 2004 sono in fase organizzativa numerose altre trasferte nazionali ed internazionali: invito importanti sono al vaglio dalla Grecia, dove il Ballo potrebbe rappresentare il "Sogno" e una serata di gala all'interno delle iniziative culturali per i Giochi Olimpici 2004, nella splendida cornice del Teatro di Erode Attico, ai piedi del Partenone.Anche la Turchia si è candidata per avere il "Sogno" di Balanchine del Ballo della Scala, all'interno del prestigioso Festival di Aspendos in una cornice naturale dalla capienza di circa 6000 posti, un anfiteatro realizzato nel 180 avanti Cristo. Anche per il Brasile è in valutazione un tour che toccherebbe, nell'autunno 2004, le città di San Paolo e Rio de Janeiro, per un totale di circa 8 rappresentazioni nel rispettivi Teatri Municipali.

Il Corpo di Ballo, sempre più lodato per la preparazione tecnica e l'energia interpretativa, vedrà, dalla stagione 2003 – 2004 un nuovo primo ballerino: Mick Zeni, promosso sul campo dopo il debutto, a novembre, nel ruolo di Basilio nel Don Chisciotte di Nureyev.

Ma la stagione 2003 – 2004 vedrà anche fregiarsi del titolo di primo ballerino étoile gli artisti Roberto Bolle e Massimo Murru: a riconoscimento della loro qualità artistica e della loro attività internazionale, che porta nel mondo il nome del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.

Frédéric Olivieri