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Il prestigioso Museo Van Gogh di Amsterdam rende omaggio al Teatro alla Scala con una mostra dal titolo La Scala, The Opera and the Orient, 1780-1930, dedicata alle scenografie di soggetto orientale realizzate per il Teatro alla Scala dalla fine del Settecento fino agli anni Trenta del Novecento. La mostra, curata da Vittoria Crespi Morbio e Joke van Pelt, sarà allestita presso la sezione espositiva del Museo Van Gogh dal 7 novembre 2003 all'8 febbraio 2004. L'esposizione, ricca di duecento opere tra bozzetti, figurini, foto di scena, costumi, verrà suddivisa in cinque sezioni – Medio Oriente, Egitto, India, Russia, Estremo Oriente. La visione dell'Oriente non solo muta attraverso le epoche storiche, ma è filtrata dalla diversa sensibilità dei grandi scenografi che lavorarono alla Scala, dai Galliari a Sanquirico, da Ferrario a Marchioro, da Galileo Chini a Alexandre Benois. L'Oriente di pura invenzione, romantico o indagato con rigore filologico, avrà come cornice l'atmosfera del Teatro che lo ha ospitato.

Queste le tappe dell'esotico viaggio:

Il Medioriente come Civiltà a confronto ("Il Crociato in Egitto" di Meyerbeer, "Gli Arabi nelle Gallie" di Pacini, "L'assedio di Corinto" di Rossini, "Saladino e Clotilde di Vaccai, "Maometto" di De Winter) e sede di Cartagine, ("Didone abbandonata" di Mercadante e "Salammbo" di Massa), Gerusalemme ("Samson e Dalila" di Saint-Saëns e "Giuditta" di Peri), Babilonia ("Nabucco" di Verdi e "Semiramide" di Rossini, "Ciro in Babilonia" di Rossini), Persepoli.

Nella sezione dedicata ai personaggi, appaiono le seduttrici (Salome in "Herodiade" di Massenet, Dalila in "Samson et Dalila" di Saint-Saëns, il piacere impersonificato da Mata Hari in "Armid"a di Gluck, i danzatori in "Shéhérazad£e di Rimskij-Korsakov). Tra gli eroi, Otello è il protagonista per eccellenza, e i soldati paiono un'armata che avanza (la "Saracena "di Butera, "L'Assedio di Corinto" di Taglioni, il ballo "Excelsior" di Marenco, "Gerusalemme" di Verdi).

L'Egitto come fasto del potere religioso ("Psammi Re d'Egitto" di Viganò, "Mosè in Egitto" di Rossini, "Aida" di Verdi), come luogo della seduzione ("Ottaviano in Egitto" di Panizza, "Cleopatra" di Romanelli, "Cleopatra" di Weigl, "Rodope" di Giorza), come saggezza e esoterismo ("Il flauto magico" di Mozart).

L'India come luogo dell'arte lussureggiante ("L'Africaine" di Meyerbeer, "Alessandro nelle Indie" di Viganò) e della natura misteriosa ("Il Re di Lahore" di Massenet, "Medgé" di Samare).

La Russia fantastica ("Il Principe Igor" di Borodin, "La fiaba dello Zar Saltan" di Rimskij-Korsakov, "Petruska" di Stravinskij).

L'Estremo Oriente come evasione domestica ("Madama Butterfly" di Puccini, "Iris" di Mascagni) ovvero evasione favolistica ("Day Sin" di Marenco, "Le rossignol" di Stravinskij, "Turandot" di Puccini).

Sergio Albertini