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Son saltati i Festival di Francia. Peggio del '68. Più che la fantasia al potere, stavolta, al potere c'è andato il silenzio. Forse il miglior antidoto all'overdose che affanna le programmazioni, piccole e grandi, di questa "piccola2 Grande Nazione. Una nazione a forma di Festival, la Francia. Ma quest'estate è andata male. Poco importa il danno all'immagine, che pure sta a cuore alla grandeur gallica. Soprattutto, la guerra (dichiarata) è al governo di centro-destra (meditate, gente, meditate...), già attaccato mesi fa per la ventilata riforma delle pensioni. Gli spettacoli sono stati bloccati dagli intermittents, tutti quegli operatori del mondo dello spettacolo (tecnici, mimi, orchestrali, truccatori, costumisti, ballerini, figuranti,coristi, impiegati... un esercito di 65mila persone) che vengono utilizzati stagionalmente durante le rassegne estive. Lavoro intermittente, per l'appunto.

Richiedono garanzie sociali in rapporto alla pensione, sussidi di disoccupazione, diritto all'immagine nella produzione dei nuovi DVD che vengono immessi sul mercato o delle riprese televisive. Schierati davanti ai teatri, sfilando per le strade, bloccando l'ingresso ai luoghi deputati, gli intermittents hanno segnato una estate di fuoco per la Francia più delle temperature torride. Il governo ha fatto resistenza, gli intermittents non hanno ceduto. Ad Aix en Provence saltata l'atteso "Wozzeck" : danni per un milione di euro. La ricaduta sulla città (alberghi, ristoranti, trasporti, souvenir & C.) valutata con una perdita di nove milioni di euro. Il direttore del festival, Stéphane Lissner, nutre seri dubbi che il festival possa riproporsi nel 2004 visti i grandi buchi (il festival è autofinanziato per quasi il 70%).

All'Opéra di Parigi, annullato uno dei balletti più amati, "Giselle". A Bordeaux è toccato all'accordeon jazz di Richard Galliano. Per la prima volta dal 1947, è saltato il festival teatrale di Avignone, con un giro d'affari di oltre 40 milioni di euro. Ancora saltate manifestazioni, rassegne, festival, concerti, proiezioni cinematografiche a Nantes, Montpellier (l'attesissimo debutto di Roberto Alagna nel "Cyrano de Bergerac" di Franco Alfano), La Rochelle, Lione, Nantes. E dove qualcosa s'è fatto, c'è stata tensione. Gli intermittents avevano tentato di bloccare l'ingresso del materiale tecnico per il concerto dei Rolling Stones del 9 luglio, un festival jazz nei pressi di Parigi s'è svolto presidiato dalla polizia, la "Traviata" è stata disturbata da migliaia di fischietti, petardi e tamburi imbracciati dai manifestanti, e sorte analoga era toccata al "Trittico" pucciniano diretto da Pierre Boulez.ecc.

Hanno prese le difese degli intermittents grandi artisti del mondo dello spettacolo, da Isabelle Adjani a Catherine Deneuve al direttore Daniel Harding. Il malessere sociale sta crescendo in Francia, ma presto potrebbe giungere in Italia. Questo il nuovo "spettro" che si aggira per l'Europa...

Agostin Le Berrié