I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visualizza la nostra cookie policy.

FALSTAFF di Giuseppe Verdi (1813-1901)
libretto di Arrigo Boito, da Shakespeare

Personaggi e interpreti:
Sir John Falstaff (Harry Peeters, Bar); Ford, marito di Alice (Marcel Boone, Bar); Fenton (Livio Gabrielli, T); il dottor Cajus (Willem Jan van Deuveren, T); Bardolfo (Alan Razzak, T) e Pistola (Christiaan Meeder, B), seguaci di Falstaff; Mrs. Alice Ford (Lisette Bolle, S); Nannetta, figlia di Alice (Selma Harkink, S); Mrs. Quickly (Martine Straesser, A); Mrs. Meg Page (Esther Spierings, Ms)
Regia di Henny Diemer, costumi di Allison Leach, luci di Marcel Brugman e Chris Vingerhoets
Coro di Studenti del Conservatorio diretto da Chris Pouw
Utrechtsch Studenten Concert Orchestra
Direttore Bas Pollard

Milano, Villa Simonetta, 19 luglio 2003

«Voi nel tracciare Falstaff avete mai pensato alla cifra enorme de' miei anni?».Così iniziò la fitta corrispondenza tra Verdi e Boito, durante l'estate del 1889, per l'ultima, grande avventura teatrale verdiana. Ed in una caldissima sera di luglio milanese, quanta gioventù, invece, sulla scena, e quanta energia!

L'associazione Amici della Musica di Milano, all'interno di una stimolante serie di concerti (tutti ad ingresso libero) en plein air all'interno di due prestigiosi spazi come Villa Simonetta e Villa Litta intitolati "Notturni in villa" e promossi dal Comune (Settore Cultura e Musei-Spettacolo) – il cui programma si è aperto con numerose serate offerte dalla Fondazione Scuole Civiche di Milano, e che in seguito ha visto ora la tradizione musicale greca del primo '900, ora il Trio Rhapsodija alle prese con musiche del nomadismo e della migrazione, un omaggio a Fred Buscaglione e all'Italia degli anni Quaranta e Cinquanta, una "noche flamenca" e Danilo Rea reinventare al piano jazz le migliori arie operistiche, da musiche, balli e giochi d'armi ricostruiti come ai tempi della venuta in Milano – nel 1598 – della Regina di Spagna a installazioni sonore interattive ecc. ecc. – ha proposto anche un "Falstaff". Tutto giovanile, come dicevo all'inizio. Ma con una lunga storia dietro le spalle. L'Orchestra degli Studenti di Utrecht, diretta qui da Bas Pollard, è nata nel 1823 ed è quindi non solo la più antica orchestra olandese (se si pensa che il complesso del Concertgebouw di Amsterdam è datato 1888), ma anche una delle più antiche d'Europa (per far un solo esempio, i blasonati Berliner Philarmoniker nascono nel 1882).

Sul podio di questa orchestra sono saliti anche Clara Schumann e Joseph Joachim, Henri Vieuxtemps e Camille Saint-Saens. "Reverenza", quindi (strappando la parola a Mrs. Quickly) per questa realtà di gran pregio che si è esibita, certo non nelle migliori condizioni acustiche – com'è condanna di tutti i concerti all'aperto – in un "Falstaff" brioso, leggero, burlesco, che – nonostante la realizzazione semistaged – ha reso appieno tutta la teatralità geniale di Boito e Verdi. S'addicevano questo amaro divertissement di somma sapienza musicale le voci (e le capacità attoriali) dei giovani interpreti (qui e là qualche fraseggio ancora acerbo, qualche pronuncia imperfetta...), selezionati tra tutti i Conservatori olandesi e belgi nel 1002. Si tratta di studenti di canto o diplomati agli esordi della carriera. Che auguriamo loro ricca di successo. Lo meritano appieno. Menzione per Sir John Falstaff, alias Harry Peeters, già vincitore nel 1983 di varii premi (dal Verdi al Belvedere Award), che al suo attivo ha importanti collaborazioni con Sinopoli, Abbado, Gavazzeni, registrazioni cd ("Orfeo" con Jacobs, "Salome" con Ozawa) e il morbidissmo Ford di Marcel Boone, anch'egli affermato interprete, sulla scena come in cd (si ascolti il suo premiatissimo "Così fan tutte" diretto da Jacobs o il recente "Isis" di Lully, trionfante sulle scene parigine e di prossima immisione sul mercato discografico). Spiace che la critica locale non abbia dato lo spazio che meritava a questa iniziativa.

Sergio Albertini