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XVI FESTIVAL INTERNAZIONALE STORICI ORGANI DELLA VALSESIA
Estate 2003, 28 giugno – 20 settembre

Da giugno a settembre la Valsesia valorizza l'ingente patrimonio organaro appartenente ad un'epoca compresa tra il XVII e il XX secolo. Sedici anni, con diverse novità, dalla visita guidata allo storico organo Maroni-Biroldi della parrocchiale di Crevola alla presenza, per la prima volta nel festival, dell'arpa, all'inaugurazione di due strumenti, tra cui quello della parrocchiale di Alagna. Oltre venti concerti per tanti sentieri, non solo musicali, ed un grande respiro nell'escursione del repertorio; ed inoltre, un plotone di interpreti che giunge da ogni parte del mondo, Stati Uniti compresi.

Il brano più antico in programma è presente nel recital di Michel Colin (15 agosto, Rossa) con un 'organum' di Magister Perotin, vissuto tra il XII e il XIII secolo, che diviene il punto di partenza per un affascinante itinerario dedicato alla creatività francese, attraverso Gervaise, Couperin, Cesar Franck, Saint-Saens, Gounod e Perilhou. Gli sguardi antologici verso la letteratura organistica italiana sono partiti col concerto inaugurale di Massimo Nosetti (28 giugno, Borgosesia), con musiche di Niccolò Moretti, Giuseppe Gherardeschi, Giovanni Morandi, Giuseppe Cerruti tra gli altri, e sono in qualche modo un fil rouge di forte caratterizzazione dell'intero festival. Altre tappe infatti possono considerarsi quelle di Giuseppina Perotti (28 luglio, Borgosesia) che parte da Alessandro Scarlatti per affiancarvi Zipoli, Galuppi e Cimarosa, o Juan Paradell-Solè (1 agosto, Riva Valdobbia) che spazia da Pietro Morandi a Niccolò Bonanni fino a Ferdinando Provesi.

Programmi sempre curiosi, come quelli conditi da un pizzico di hispanidad, o come quello di Hervé Désarbre (4 agosto, Rassa), dove fa capolino quella strizzata d'occhio alle sonorità del melodramma, con le trascrizioni dall'ouverture del 'Tancredi' rossiniano, o le pagine di Padre Davide da Bergamo, assieme ai 'Due valzer sul nome di Bach' di Nino Rota o a pagine di Sostakovic. Come bene illustra Marco Rosin, anche nel recital di Carlo Benati (6 agosto, Brugaro), "torna a pulsare il feeling della scrittura organistica con lo spirito belcantistico e i clangori del teatro musicale": si tratti della trascrizione di Bertocchi de 'Dal tuo stellato soglio' rossiniano alla sinfonia dalla 'Betly' di Donizetti, o alla 'Sinfonia' di Giuseppe Maspero.

Giulia Biagetti (8 agosto, Prode) offre una vera e propria serata monografica dedicata alla musica lucchese, mentre molti altri interpreti, di volta in volta, alternano emanazioni della produzione mitteleuropea al barocco francese. Lungo qui l'elenco, e scegliendo fior da fiore, ecco Jaroslav Tuma (7 settembre, Ghemme) mescolare il boemo Frantisek Musil con Guilmat; Richard Townend (7 agosto, Varallo) un bel florilegio britannico, da Jeremiah Clarke a Purcell, Stanley, Boyce ai figli di Bach; la statunitense Jane C.Gamble (12 agosto, Scopello) che offre un raro Milhaud e le 'Variazioni sull'inno siciliano' di Benjamin Carr o la 'Sarabanda su Jeruslaem my Happy Home' di Gerald Near; di grande interesse anche il duo finnico-italiano Matti Hannula (organo e canto) e Mario Duella (organo) (13 agosto, Rastiglione) che propone 'Tre canti biblici' di Dvorak per baritono e organo, 'Ad fonte amoris', mottetto di Giuseppe Sarti, due 'Gratia agimus tibi' da 'Messe' di Giovanni Corini e Giuseppe Arrigo; il duo flauto-organo costituito da Luca Magni e Mariella Mochi (8 settembre, Borgosesia), con pagine di Francesco Barsanti, Giulio Caccini, Johann Sebastian Bach; la presenza dell'arpa di Camillo Vespoli assieme all'organo di Mario Duella (20 settembre, Varallo Sacro Monte) offre l'opportunità di ascoltare la rara 'Sonata nr.4' di Jean Baur, una 'Rapsodia su melodia bretone' di Siant-Saens, e pagine di Oreste Ravanello e Marcel Grandjany; è questo il concerto di chiusura, che sigla ancora una volta una rassegna unica in Italia per la qualità e la quantità del formidabile patrimonio organaro valsesiano, e per l'ambiente acustico delle chiese.

Luigi Alfano