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"Il Barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini
Il Teatro Massimo di Palermo - Febbraio 2003
Direttore Claudio Desderi
Regia Filippo Crivelli

Tanto è stato detto e scritto dai musicologi attorno al capolavoro di Rossini, allora arriviamo subito agli aspetti succosi di questa produzione. L'allestimento napoletano è brioso e funzionale e nonostante la sua tradizionalità, in tempi dove si ricorre spesso alla trovata tecnologica, o al più puro minimalismo, tutto ciò è apprezzabile. Filippo Crivelli oramai monumento delle regie liriche, è stato ancora una volta efficace e divertente. In questi giorni dove il conflitto d'interesse non è più un problema o addirittura non sussiste, tutto ciò fà in modo che ci ritroviamo l'attuale sovrintendente sul podio.

Il M° Desderi ha condotto in porto l'ardua impresa. Segnaliamo comunque la distrazione per il pubblico di vedere il sovrintendente, da bravo padre di famiglia, indicare al tenore della serata in questione, tramite il suo ditino, le variazioni di intonazione. Noi abbiamo assistito a una recita della seconda compagnia. Il baritono Dario Solari, interprete di "Figaro" è dotato di una vocalità imponente, di un bel timbro e di una generosa vocalità. E' anche efficace in scena, agile nei suoi movimenti. La "Rosina" di Damiana Pinti gode di una bella voce, lunga estensione e agilità pirotecniche. Sfortunatamente ha sbagliato personaggio interpretando più con l'aggressività di una "Azucena" piuttosto che una seducente ma emancipata Rosina. Di seducente e femminile c'era ben poco.

Il tenore Andrea Giovannini (Conte Almaviva) è un bravissimo attore ma ha una zona acuta irrisolta tecnicamente (sarà forse causa dei suoi studi per i "musicals"?) e cresce d'intonazione come regola per tutta la recita. E' lodevole lanciare giovani sconosciuti ma assicuriamoci che siano in grado di affrontare la sfida. Enzo Di Matteo (Don Bartolo) appartiene a quella categoria di bassbaritoni di moda negli ultimi quarant'anni che sono bravi attori ma limitati vocalmente, così limitato che ci chiediamo se non fosse più adatto al teatro di prosa. Il Basilio di Ellero D'Artegna sfoggia un bel timbro e una certa potenza di voce.. I comprimari Giovanni Bellavia (Fiorello), Patrizia Gentile (Berta) e l'attore Edoardo Borioli (Ambrogio) hanno completato bene la compagnia.